Il grande scrittore francese: "Già la Francia mi sembra troppo grande, figuriamoci l' Europa. Più un territorio è vasto e meno vive democraticamente. Le piccole strutture possono essere più democratiche dei grandi insiemi sovranazionali. E possono perfino essere più efficaci". Poi torna a punzecchiare sull'Islam: "Non credo che la parte pacifica si imporrà"

PARIGI - Viva la Brexit. Michel Houellebecq, come spesso gli capita, va controcorrente. Lo scrittore francese, in un'intervista concessa a Repubblica, si smarca con decisione rispetto al mondo intellettuale europeo, schierato in larga parte in favore dell'UE.
"Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal voto degli inglesi. Pensavo che alla fine il popolo britannico avrebbe ceduto alle minacce delle élite politico- finanziarie tutte schierate contro la Brexit. Da molti anni ormai, il principale argomento a favore dell' Europa è la paura delle conseguenze prodotte da un' eventuale fine dell' Unione europea", ha dichiarato Houellebecq in un'intervista concessa a Repubblica.
"In Gran Bretagna – ha aggiunto - il popolo ha votato senza paura contro le élite. Per il paese sarà sicuramente meglio, perché non sarà più vincolato dall' Europa. La Ue è una struttura burocratica sovrapposta a un insieme di paesi che non hanno interessi economici comuni. Gli scopi dei singoli stati sono divergenti, quindi la loro coesistenza non può essere democratica. Ci sarà sempre chi prevale sugli altri. Il progetto comune è solo un' illusione".
Ma Houellebecq non si ferma a questo. Lo scrittore contesta anche l'esistenza di uno spirito e di una cultura europea: "Forse questo spirito europeo è esistito in passato, nel XVIII e nel XIX secolo, oggi però non è più così. In Francia contano solo la cultura francese e quella anglosassone, la cultura europea è come se non esistesse. E probabilmente accade lo stesso negli altri paesi del continente, dove accanto alle culture locali c' è spazio solo per la cultura americana. Il successo della cultura Made in Usa ha spazzato via ogni ipotesi di cultura europea comune".
"In Europa - ha chiosato l'autore - non solo mancano una cultura e un' economia comuni, ma non c' è neppure un' identità condivisa. L' Europa nasce da troppe tradizioni diverse e non ha una lingua che la unifichi, è impossibile che possa funzionare democraticamente. Già la Francia mi sembra troppo grande, figuriamoci l' Europa. Più un territorio è vasto e meno vive democraticamente. Le piccole strutture - soprattutto se hanno un' identità forte come la Francia – possono essere più democratiche dei grandi insiemi sovranazionali. E possono perfino essere più efficaci. Quindi no, non temo affatto un' eventuale implosione dell' Unione europea".
Infine, una chiusura polemica anche su una delle sue grandi battaglie di pensiero: quella contro il fondamentalismo islamico. Houellebecq torna a parlare del suo ultimo romanzo, "Sottomissione", che tante polemiche ha suscitato. "Il romanzo – ha affermato - poggia su un' ipotesi che però non mi sembra si stia concretizzando, vale a dire l' idea che nel mondo islamico possa imporsi un Islam pacifico. Purtroppo sta accadendo il contrario. Il mio era forse un auspicio, benché non creda molto alla vittoria di un Islam tollerante e figlio dei lumi. Anche perché una religione vicina ai valori dell' illuminismo sarebbe di fatto destinata a scomparire, dato che la razionalità ne distruggerebbe inevitabilmente la dimensione irrazionale. Senza magia non c' è religione, e il razionalismo illuminista elimina ogni forma di magia. Insomma, mi sembra veramente difficile l' avvento di un Islam moderato figlio dei Lumi. Forse c' è più spazio per un Islam mistico e non violento come il sufismo o l' islam pietista, ma queste tradizioni non piacciono affatto ai fondamentalisti".