A meno che non si voglia ipotizzare solo un’economia pianificata, confidando nei poteri taumaturgici dello Stato. Sarebbe una scelta disastrosa, ma se tale fosse l’intenzione, sarebbe molto più onesto dirlo chiaramente invece di nascondersi dietro finte preoccupazioni di cura dell’interesse generale. Se però si continua a considerare, per meri interessi di parte, l’economia come un conglomerato di incorreggibili delinquenti, i margini per dei progetti concertati ad ampio respiro sono decisamente pochi. Non finirò mai di ripeterlo: giusto punire le imprese che sbagliano, sbagliato criminalizzarle tutte in una sorta di accusa collettiva che fa tanto trendy. Perché anche i politici, i giornalisti, i funzionari, i lavoratori ecc. sbagliano. Ma stranamente si parla raramente di inasprimenti generalizzati delle regole che ne riguardano il comportamento. Mah, forse è solo un caso. Buona estate a tutte e tutti.