Ed è altresì evidente che, davanti ad accuse, rivolte a chi giustamente chiede la chiusura delle frontiere, di essere “complice di omicidio”, urlate a caratteri cubitali in un graffito di certo non tracciato da leghisti populisti e razzisti (i quali peraltro non sono avvezzi a commettere vandalismi, a differenza di altri), si continuerà a replicare che la responsabilità morale per le morti di migranti, in mare e altrove, la porta semmai chi incoraggia partenze per cosiddetti “viaggi della speranza”, in realtà viaggi senza speranza, che nulla hanno a che vedere col diritto d’asilo. E la porta chi addirittura tenta di “agevolare” ingressi illegali in Svizzera, alimentando così pericolosissime illusioni. E la porta anche chi invoca fantasiosi “corridoi umanitari” verso la Germania (ma che bello specchietto per le allodole per far presa sull’opinione pubblica!), ben sapendo che si tratterebbe in realtà non di corridoi, bensì di cunicoli senza uscita. E’ infatti notizia di questi giorni che la Germania ha deciso di intensificare i controlli doganali con la Svizzera; chissà come mai? Forse perché sa che il Ticino diventerebbe come Lampedusa se gli spalancatori di frontiere l’avessero vinta?