Il deputato PPD, in caso di approvazione del testo, paventa "la statalizzazione dell'economica, l'aumento delle imposte e la creazione di uno Stato di polizia"

BELLINZONA - "L’iniziativa crea una sorta di Grande fratello, in cui tutti i lavoratori saranno schedati, con tanti saluti per la protezione della sfera privata". Raffaele De Rosa agita lo spettro della privacy contro l'iniziativa "Basta dumping salariale" lanciata dall'MPS e su cui il popolo darà prestissimo il suo responso.
Il deputato PPD, in un'intervento pubblicato stamane sul Corriere del Ticino, usa parole molto dure per commentare il testo in votazione, definito "estremamente dannoso e controproducente". Perché? Perché, secondo De Rosa, genererà "una burocrazia enorme che sarà caricata sulle spalle degli artigiani e delle piccole e medie imprese. Ciò causerà un ulteriore svantaggio delle aziende ticinesi rispetto alle aziende estere e ai padroncini che, ovviamente, non saranno assoggettati a questa misura".
"L’allestimento della statistica di tutti i contratti di lavoro (circa 200’000!) - scrive ancora il deputato sul CdT - rappresenta un intervento sproporzionato e dal costo esorbitante causato dalla necessità di predisporre, all’interno dell’amministrazione cantonale, un apparato burocratico enorme, inefficace ed inefficiente. Sarà il preludio ad una statizzazione dell’economia, con 100 nuovi funzionari cantonali, dal costo di 10 milioni di franchi all’anno a carico del contribuente ticinese, per il cui finanziamento sarà inevitabile l’aumento delle imposte".
Per questi motivi il deputato invita a votare il controprogetto: "Molto più efficace nella lotta al dumping salariale, molto meno caro e che non crea uno Stato di polizia".