POLITICA E POTERE
Nomine al LAC, Giovanna Masoni va all'attacco: "Non interessava alla Lega. Ma ora che si tratta di poltrone è diventato improvvisamente importante". E lascia la porta aperta sulla sua candidatura
L'ex vicesindaca rompe il silenzio con un'intervista al Caffé: "Le prime nomine ci hanno prepotentemente riportati a vecchi intrighi, maneggi e polemiche. La mia candidatura? C'è ancora tempo, valuterò con il gruppo PLR e con gli altri..."
© Ti-Press / Pablo Gianinazzi

LUGANO – Nomine al LAC: Giovanna Masoni rompe il silenzio e va all'attacco. L'ex vicesindaco, esclusa dal Municipio per il Consiglio direttivo del centro culturale, dice la sua al termine di una settimana ricca di polemiche. E non chiude la porta sul mantenimento della sua candidatura davanti al Consiglio Comunale: l'organo chiamato a decidere sulle nomine.

 

 

"Lo statuto del Lac – afferma Masoni in un'intervista concessa al Caffé - dice chiaramente che chi entra nel Comitato direttivo ne supporta lo sviluppo, e non entra per riparto politico. Purtroppo, alla prima prova, altri interessi sembrano prevalere. Le prime nomine ci hanno prepotentemente riportati a vecchi intrighi, maneggi e polemiche".       

 

 

Nel mirino della "mamma del Lac" c'è ovviamente la Lega che, con la candidatura di Patrizia Pesenti, avallata dal Municipio insieme a quella di Roberto Grassi, ha sparigliato le carte creando le condizioni per la sua esclusione. "Il Lac  - attacca Masoni - non interessava alla Lega, salvo alcune lodevoli coraggiose eccezioni. Il Mattino ha anche fatto di tutto per demolirlo. Ora, che si tratta anche di poltrone, il centro culturale diventa improvvisamente tanto importante... Vuol dire che non era un buco nell’acqua, una cattedrale nel deserto. Ma dobbiamo chiederci, perché questo improvviso violento interesse? Per fare che cosa? Personalmente sono a disagio. Fatico a capire come il maneggio in direzione contraria a quanto fatto in 12 anni in parlamento, trasversalmente alle forze politiche cittadine, possa essere nell’interesse del Lac".    

 

 

Quanto al mantenimento della sua candidatura, Masoni non si sbottona e prende tempo: "Esaminerò – dichiara al domenicale - con il gruppo liberale in Consiglio comunale, che, dopo il municipio (in marzo, all’unanimità), mi ha proposta, ma anche con gli altri gruppi nel Legislativo, che sono stati determinanti per la buona riuscita del progetto Lac, che cosa sia la cosa migliore da fare per il progetto stesso. Mi riferisco a Ppd, Ps, ma anche i Verdi, e ricordo che talvolta in quell’azione trasversale ci sono stati singoli consiglieri dell’Udc e persino della Lega. È il caso di farci trascinare in questa bagarre, dopo tante battaglie autentiche, fatte e vinte sempre per il Lac, per il progetto e per Lugano, mai contro uno o l’altro, mai per un interesse personale, di fazione o di potere? Battaglie quelle fatte sempre mantenendo distinte politica e cultura, mai politicizzando e lottizzando. Questa è invece una bagarre, che non fa bene né alla cultura né al Lac, e, in ultima analisi, nemmeno alla politica cittadina".  

 

 

Un concetto, quest'ultimo, che Masoni ha tenuto a precisare e sottolineare di nuovo: "C’è ancora un po’ di tempo per riflettere e sentire come si muovono i gruppi e i consiglieri comunali. Il gruppo Ps ha deplorato la politicizzazione e la proposta del municipio; non la sostiene, e questo ci sprona. Ora attendiamo, Ppd e Verdi in particolare. Personalmente, le battaglie non mi hanno mai spaventata. Siamo fiduciosi e siamo pronti. La decisione, comunque, proprio per l’importanza, la coerenza e la difesa del progetto nel tempo, spetta al Consiglio comunale".

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