POLITICA E POTERE
Il Governo: "L'IRE non va chiuso. E ci auguriamo che quella della Lega fosse solo una boutade e non un tentativo di intimidazione"
Il Consiglio di Stato boccia la mozione che i i leghisti, con in testa il capogruppo Caverzasio, avevano presentato contro l'istituto di Rico Maggi a seguito del famoso studio sul frontalierato

BELLINZONA - L'IRE non va chiuso. Ed era difficile che il Consiglio di Stato potesse dare una risposta diversa. Il Governo ha dunque bocciato la mozione della Lega dei ticinesi, presentata dal capogruppo Daniele Caverzasio, che chiedeva, per l'appunto, di far chiudere i battenti all'istituto diretto da Rico Maggi.

 

L'atto parlamentare era stato presentato in piena bufera politica, quando l'IRE finì nel mirino di quasi tutti i partiti per uno studio sull'impatto del frontalierato nel mondo del lavoro ticinese. Ad alimentare ancora di più lo scontro erano state alcune affermazioni di Maggi, che avevano scatenato un putiferio nel putiferio. E proprio in questi giorni abbiamo appreso che l'ormai celebre studio è costato al Cantone 25'000 franchi.

 

Pur non sottacendo i gravi fenomeni in atto nel mondo del lavoro, il Consiglio di Stato si augura che la proposta della Lega "rappresenti una boutade politica e non un tentativo di intimidazione nei confronti di un istituto universitario collegato all'Università della Svizzera italiana. Solo la piena garanzia che la propria indipendenza è salvaguardata mette infatti i ricercatori nelle condizioni di produrre conoscenze utili per il bene comune. Ricercatori che, d'altra parte, nell'esercizio della loro attività hanno il dovere di agire in piena trasparenza e lontano da ogni forma di influenza politica."

 

In ogni caso l'ultima parola spetta al Gran Consiglio che sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta.

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