Si parla tanto di alternative energetiche. Certo che se le alternative energetiche in casa continuano ad impugnarle nei tribunali per motivi paesaggistici e ambientali, l'importazione d'energia dall'estero diventa imperativa. Il 40% di fabbisogno energetico non lo copriamo con l'infrastruttura energetica attuale, e in ogni caso non verrà mai coperta solo da fonti energetiche rinnovabili. Innalzamento delle dighe, nuovi parchi eolici sull'arco Alpino e Giurassiano, pannelli solari, ecc., sono investimenti miliardari da effettuare e non si potrà attuarli dall'oggi al domani. Inoltre, bisogna tener conto che il costo dell'energia aumenterà e si riverserà sui clienti finali, privati cittadini e aziende.
Abbiamo un parco nucleare vetusto? Vero, ma questo solo perché ogni investimento per rinnovarlo e metterlo al passo con i tempi, permettendo anche la costruzione di nuovi impianti più moderni e sicuri sono sempre stati affossati. Vogliamo rinunciare sull'energia di derivazione fossile, petrolio compreso? Tutto ciò non è possibile con la sola energia rinnovabile. Se nei prossimi anni venisse sostituita anche solo la metà del parco auto elvetico a benzina con auto elettriche, la domanda d'energia schizzerebbe alle stelle.
Abbiamo ancora bisogno delle centrali nucleari per i prossimi anni, un'energia ad emissioni di CO² relativamente bassa, e arriverà sicuramente il momento di dismetterla ma quel momento non è ora e nemmeno nei prossimi decenni. Se vogliamo essere il più possibile indipendenti dal punto di vista energetico e, quindi, non dipendere dalle paturnie degli Stati esteri, ma soprattutto se vogliamo energia a buon mercato, allora dobbiamo votare NO all'iniziativa dei Verdi in votazione il prossimo 27 novembre e firmare il referendum contro la politica energetica 2050 e permettere quindi che sia il Popolo a decidere sul tema.