LUGANO - Tra gioia e delusione, tra speranza e preoccupazione. Anche il mondo politico ticinese è diviso sulla vittoria di Donald Trump. Ecco alcuni post pubblicati questa mattina su Facebook.
Manuele Bertoli, consigliere di Stato PS
“Non è una buona giornata. L’America ha mostrato la sua faccia più inquietante. Se Trump farà alcune cose promesse in campagna elettorale c’è da avere paura, se non lo farà sarà l’ennesima presa in giro degli elettori che credono ancora alla favola del miliardario emblema della lotta al sistema. Oggi comunque non è una buona giornata”.
Boris Bignasca, deputato Lega
“La vittoria della classe media contro l'establishment e contro la globalizzazione! Nella vita tutto è possibile. È possibile che Davide sconfigga Golia, che il popolo sconfigga l'establishment, che gli sfavoriti battano gli ultra favoriti della vigilia.
Ancora una volta, dopo la Brexit, il popolo ha battuto l'establishment. Il 2016 è l'anno della vittoria della gente contro i falsi buonisti, i moralisti, i sondaggisti e i media mainstream.
Sconfitti i Clinton, i grandi finanzieri come Soros, le lobby di Wall street e le dittature arabe che li hanno finanziati.
Vince il popolo, l'America profonda. La classe media che a causa della globalizzazione selvaggia ha perso il lavoro, la casa e il futuro. Vincono gli americani umiliati dalla globalizzazione senza controllo e che ora ripongono le loro speranze in Trump, con i suoi pregi e suoi difetti”.
Michela Delcò Petralli, deputata Verdi
“L'estremismo del nuovo Presidente americano darà forse avvio a una nuova era? La parte migliore dell'America riscoprirà la forza di un movimento d'opposizione come ai tempi della lotta per i diritti civili e della guerra in Vietnam? Io lo spero e spero anche che l'ondata di presa di coscienza democratica e ambientalista si propaghi all'Europa. Speriamo che la reazione non tardi troppo”.
Maurizio Agustoni, deputato PPD
1. La frattura sociale è più profonda di quanto si pensasse;
2. Le fasce più deboli della popolazione hanno bisogno di sicurezza e di tranquillità;
3. Liquidare il voto dei più deboli "spiegandoli" con l'ignoranza o la stupidità non fa che aggravare la frattura sociale;
4. Chi riesce a dare dignità al voto popolare, vince;
5. I sondaggi hanno la stesa affidabilità degli specchi del luna park.
Credo che anche alle nostre latitudini, se vogliamo risparmiarci campagne elettorali come quelle USA, dobbiamo imparare a (ri)sintonizzarci con la fascia più popolare del nostro Paese.
In democrazia il popolo non ha sempre ragione, ma è sovrano, e la sua volontà va rispettata, sempre”.
Piero Marchesi, presidente UDC
“In politica tutto è possibile, questo è il bello! Gli ambienti economici, le lobby, i poteri forti e le caste americane sonoramente sconfitte dall'uragano Trump”.
Simone Ghisla, deputato PPD
“Make America great again? L'anti-establishment diventa establishment. Storia che abbiamo già visto altrove? Tra 4 anni tireranno le somme anche loro. Magari nel frattempo i democratici troveranno un candidato che, se apre l'armadio, non ci trova una fossa comune”.