POLITICA E POTERE
"L'establishment sta crollando a causa del populismo? No, il merito è di internet! E solo dalla rete si potrà costruire un'alternativa (che ora non c'è) alla destra"
Le riflessioni sulla vittoria di Trump dell'informatico e blogger Mattia Corti: "La differenza tra ieri e oggi non è l’arrivo della destra dei muri e del “protezionismo” – perché c’era già! – ma l’arrivo di uno strumento di informazione potentissimo, capace un giorno dopo l’altro di smascherare il nostro fetido sistema: grazie all’Internet infatti e per esempio, scoperte come quelle di Wikileaks hanno potuto fare il giro del mondo e non essere arginate dai media ufficiali"

di Mattia Corti*

Da buon informatico, sistemista, sono ben cosciente di vedere cose che voi umani... Elementi e movimenti della realtà determinanti, i quali però vengono ignorati da tutti, ma che a me permettono di fare l’”analisi che nessuno ha fatto”!


Parliamo dunque della domanda alla quale tutti i commentatori hanno cercato di rispondere, e cioè la ricerca del motivo per cui il potere dell’establishment sia crollato in pochi anni: quel potere formato dalla finanza e dalla politica, che con la complicità dei media ufficiali hanno fatto man bassa di dignità e risorse in tutto il pianeta, giustificando guerre, crisi planetarie, inquinamenti, migrazioni e affini come eventi del tutto naturali e imprescindibili. Un sistema che fino all’altro giorno si muoveva indisturbato dietro le quinte e che pareva intoccabile, ma che oggi è indebolito da un popolo stufo che si rivolge, a mio avviso, non tanto verso una destra populista, ma piuttosto verso una qualsiasi alternativa alla “solita casta”, ormai smascherata. Per cui sarei cauto nell’individuare i messaggi del “populismo facile” come la causa di questo rigetto: piuttosto mi dedicherei a capire come mai un sistema rodato e ben funzionante da centinaia di anni sia stato spazzato via, quasi, in nemmeno un decennio!

 
La mia risposta? Il merito è di Internet! Ma certo signori: la differenza tra ieri e oggi non è l’arrivo della destra dei muri e del “protezionismo” – perché c’era già! – ma l’arrivo di uno strumento di informazione potentissimo, capace un giorno dopo l’altro di smascherare il nostro fetido sistema: grazie all’Internet infatti e per esempio, scoperte come quelle di Wikileaks hanno potuto fare il giro del mondo e non essere arginate dai media ufficiali. E insieme a loro ci sono Anonymous e tutti i portali e gli attivisti che, in mezzo a tanti produttori di bufale, si sono affermati come attendibili e sono diventate fonte di consapevolezza collettiva: per cui attraverso questi canali abbiamo saputo in tanti delle malefatte dei nostri Governi, dei finanziamenti all’ISIS degli USA, delle armi di distruzione di massa che non c’erano, delle mega evasioni fiscali a Panama e nei vari paradisi ad opera delle banche corrotte e scaltre; e abbiamo saputo delle e-mail della Clinton e di tanti documenti segreti che fanno vedere chiaramente la nostra realtà come occultamente pilotata e non democraticamente condivisa. E ancora abbiamo informazioni costanti, giornaliere e diffuse sul nostro clima ridotto male; sugli allevamenti intensivi, visti da dentro(!); sulle porcherie che mettono nel cibo, e anche sulle condizioni di vita di chi subisce la povertà o la guerra. E tutte sono informazioni che sfuggono al “controllo” dei media ufficiali, ma che si spargono a macchia d’olio attraverso la rete che ci connette: l’Internet!


Per cui in questo modo è più faciele spiegare l’effetto “Re nudo”: un effetto evidentemente sottovalutato da chi ha avuto il potere fino a ora. E invece il fatto di essere connessi e di condividere informazioni si è rivelato molto più potente di quanto i vecchi signori medievali non avessero previsto.

 
Quindi la mia tesi non è l’avvento del populismo al quale il popolo si aggrappa perché sta male, ma la presa di coscienza dei popoli di quanto il nostro attuale sistema sia corrotto e disonesto, tanto da non dargli più fiducia. E la destra populista non diventa la causa, nel mio disegno, ma una conseguenza, semplicemente perché è un’alternativa, l’unica. E questo è il motivo per cui ho passato quasi tutto il mio tempo a martellare il PS, perché mi rendo bene conto come se da una parte un impero stia crollando, dall’altra non esista un’alternativa valida. A mio avviso, infatti, se ci fosse una sinistra forte e soprattutto capace di usare i nuovi mezzi di comunicazione come si deve, sfruttandone l’enorme e sottovalutata potenza, oggi sarebbe il momento ideale per recuperare la sinistra, e con lei uno Stato sociale, democratico e solidale, alla ricerca di una soluzione per tutti e non solo per pochi.

 
Ma a mio avviso nessuno ha capito dove si gioca la partita, e cioè in rete! Lì le informazioni circolano, restano e sono reperibili; lì si possono costruire reti e sottoreti, e da lì si può attingere a una ricchezza immensa: quella della gente connessa che partecipa e non quella della gente che guarda e... compra o esegue o crede a scatola chiusa.

 
Quindi? Quindi la rete c’è: è l’alternativa che non c’è! Facciamola!


*blogger e informatico, articolo pubblicato sul blog http://mcnumerozero.blogspot.ch/
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