POLITICA E POTERE
Il dietrofront dell'UDC sul potenziamento del corpo delle Guardie di Confine scatena un putiferio. Romano spara a zero: "C'è chi vive di proclami e al momento buono si tira indietro". Marco Chiesa si smarca dalla maggioranza del suo gruppo e fa una propos
Polemica durissima dopo che i democentristi hanno deciso di rinunciare all'aumento degli effettivi per questioni finanziarie. Il deputato PPD: "UDC tiras insema!!!". Il collega UDC: "Se devo privilegiare tra le finanze e le frontiere scelgo le frontiere"
©Keystone/Ti-Press/Carlo Reguzzi

BERNA - Sta facendo parecchio rumore la decisione dell'UDC di non sostenere un aumento degli effettivi del corpo delle Guardie di confine. Una decisione giunta ieri sera dopo un travagliato dibattito all'interno del gruppo parlamentare. Ma alla fine la maggioranza ha deciso di sposare la linea del Consigliere Federale Ueli Maurer, che si oppone al potenziamento per questioni finanziarie. 

 

Il risultato è un voltafaccia clamoroso, come molti lo hanno definito. Il partito che più di tutti si è battuto per la sicurezza lungo i confini, ha deciso di fare un passo indietro. Il che, inevitabilmente, ha dato fiato agli avversari dell'UDC che hanno duramente contestato la mossa dei democentristi.  

 

"C’è chi fa - ha scritto su Facebookl il Consigliere Nazionale PPD Marco Romano - e chi vive di proclami per generare paure, aizzare il cittadino facendo credere che tutto è possibile, ma poi al momento buono si tira indietro! UDC tiras insema!!! Chiedere più mezzi con una mano, tagliare le risorse finanziarie con l’altra! E non solo su questo tema!". 

 

 

"L'effettivo del Corpo Guardie di Confine - afferma ancora il deputato - va aumentato. Questa volontà è stata più volte ribadita dal Parlamento (ad es. mia mozione 12.3071 approvata da entrambe le Camere nel 2013) e dal Consiglio federale in varie prese di posizione. Ora l’UDC vuole bloccare il progetto, malgrado la cronica carenza di personale e la necessità di più controlli soprattutto in ambito migratorio. La pressione è alta anche in queste settimane, l’esercito non può sostituire le Guardie, il lavoro al Confine presuppone una formazione specifica. Settimana prossima inizia la sessione delle Camere federali e presenterò subito una domanda formale a Maurer: Si tratta di proclami partitici o di un reale cambiamento di indirizzo politico del capo del DFF? E’ serio e coerente promettere aumenti e poi al momento deciso invertire rotta? Promettere e vincere le elezioni…fare concretamente e non ricevere sostegno per luoghi comuni superati e stereotipati…il dilemma della politica moderna…".

 

Da noi raggiunto il Consigliere Nazionale UDC Marco Chiesa non nasconde la sua contrarietà verso la decisione presa dalla maggioranza del suo gruppo: "Se devo privilegiare tra le finanze e le frontiere scelgo le frontiere, quindi non condivido questa posizione. Ciò premesso non possiamo dimenticare che solo con delle finanze sane si possono assolvere i compiti dello Stato. Ricordo altresì che l'anno scorso abbiamo già aumentato l'effettivo del corpo di 48 unità". 

 

Chiesa, tuttavia, non si limita all'analisi della situazione ma rilancia il dibattito con una proposta: "A mio avviso, per garantire una maggior presidio delle frontiere, penso in particolare a quelle del nostro cantone, ritengo sia fondamentale far rientrare il contingente Swisscoy stanziato in Kossovo. La loro presenza a Chiasso permetterebbe, senza costi aggiuntivi, di coadiuvare nel lavoro quotidiano le Guardie di confine già presenti sul territorio. 

 

"Chiaramente - precisa Chiesa - i militari dovranno assumere compiti diversi da quelle Guardie, specialisti dell'immigrazione, occupandosi prevalentemente di questioni logistiche e di presenza sul territorio". 

 

"Nei prossimi giorni - conclude il deputato UDC - insieme al mio capogruppo (che già ieri sera ha chiesto a Parmelin di richiamare il contingente Swisscoy in Patria) elaboreremo un atto parlamentare che vada in questa direzione". 

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