POLITICA E POTERE
Il nuovo ospedale Civico sarà progettato da architetti italiani. Ecco come si è arrivati alla scelta da parte della giuria dell'EOC. Il presidente del gremio Caverzasio: "Una beffa: bisogna cambiare la legge"
Ecco la ricostruzione di una vicenda che ha fatto esplodere una durissima polemica in rete. La legge stabilisce che i progetti sottoposti alla giuria devono essere anonimizzati. Vale a dire che chi è chiamato a scegliere non sa chi si cela dietro le proposte. Il vincitore, l'unico straniero, ha avuto la meglio sugli altri 11 candidati
LUGANO - A progettare la nuova ala dell'Ospedale Civico di Lugano sarà uno studio di architettura italiano. Per la precisione l'Ipostudio di Firenze. La notizia, anticipata stamane da Ticinonews, sta creando parecchio scalpore e malumore in rete e nel palazzo della politica.
 
L'investimento totale per l'opera ammonta a 80 milioni. Secondo i parametri standard circa il 10% di questa somma andrà al vincitore del concorso internazionale indetto dall'EOC: lo studio italiano per l'appunto.
 
Ma come sono andate le cose? Inizialmente l'Ente Ospedaliero aveva intenzione di far capo a un ufficio di progettazione interna per l'ampliamento del Civico. Senza dunque indire un concorso pubblico.
 
Ma contro questa opzione è andata in scena una vera e propria levata di scudi da parte di alcuni attori interessati: a cominciare dall'Associazione degli architetti fino a Mario Botta, che scrisse all'EOC chiedendo l'apertura di un concorso.
 
L'Ente, a quel punto, decide di percorre questa strada. Viene nominata una giuria per valutare i progetti. Presidente il capogruppo leghista e membro del CdA dell'EOC Daniele Caverzasio. Con lui cinque architetti e tre rappresentanti dell'Ente: Edy Dell'Ambrogio, il direttore del Civico Luca Jelmoni e il Professor Raffaele Rosso. Nove in tutto.
 
 
La legge che regola i concorsi stabilisce che i progetti sottoposti alla giuria devono essere anonimizzati. Vale a dire che chi è chiamato a scegliere non sa chi si cela dietro le proposte. E solo dopo la decisione finale, il notaio incaricato di certificare il lavoro dei giurati, alza il sipario sul vincitore.  
 
In questo caso lo studio di architettura italiano, che già era arrivato secondo nella graduatoria del bando indetto per il nuovo OBV di Mendrisio. Unico candidato ad avere la meglio sugli 11 progetti presi in considerazione.
 
La decisione è stata presa all'unanimità dai membri della giuria. A pesare sulla scelta sono state in particolare le caratteristiche tecniche del progetto vincitore. Quelle, per intenderci, che devono rispondere alle delicate esigenze di chi negli ospedali ci lavora.  
 
Per un commento sulla vicenda abbiamo interpellato Daniele Caverzasio: "Noi come Lega abbiamo sempre sostenuto che quella legge va cambiata. Quando si sceglie la strada del concorso c'è sempre il rischio che un lavoro possa andare fuori dai nostri confini. Purtroppo non esiste un modo per escludere questa opzione".
 
"È chiaro - aggiunge il capogruppo leghista - che questo caso rappresenta un po' una beffa, anche per l'associazione degli architetti che ha molto insistito affinché si aprisse un concorso". 
 
"Avessi potuto farlo - conclude Caverzasio - mi sarei senza dubbio adoperato affinché il lavoro fosse assegnato a un progettista svizzero o ticinese. Credo che questa sia un'ulteriore occasione per riflettere per chi continua a difende i bilaterali…."

AELLE
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