POLITICA E POTERE
Il mondo che verrà secondo Raiffeisen : "Su Trump restiamo scettici. Le elezioni in Francia, Germania e Olanda (e forse Italia) creano incertezza. Lo shock del cambio Franco-Euro non è superato. E il mercato immobiliare continua ad avere una valutazione e
L'istituto di credito fa le sue previsioni a tutto campo sul 2017: "Il mondo guarda con curiosità agli USA, dove il nuovo presidente getta delle ombre ancora prima del suo insediamento ufficiale. Riteniamo che l'imprevedibilità di Trump sia un fattore d'incertezza latente per mercati di per sé già difficilmente prevedibili"
© Ti-Press / Gabriele Putzu
SAN GALLO - Crescita dell'1.3% e tasso d'inflazione che torna in positivo: per il 2017 Raiffeisen esprime un prudente ottimismo, non crede tuttavia che lo shock del tasso di cambio del gennaio 2015 sia già stato superato.
 
Nel 2017 l'economia svizzera dovrebbe registrare una crescita dell'1.3% e riallacciarsi così alla performance dell'anno precedente, in cui la Svizzera, in base alle prime stime, è cresciuta presumibilmente dell'1.4%. Inoltre Martin Neff, economista capo di Raiffeisen, si aspetta che nel 2017 il tasso d'inflazione torni di nuovo in territorio positivo e che i prezzi al consumo crescano dello 0.6%. Nel 2017 si dovrebbe avere al massimo un accenno di normalizzazione dei tassi. Raiffeisen ipotizza quindi interessi positivi a fronte di lunghe durate, ma non prevede un aumento dei tassi da parte della BNS.
 
Come già accaduto nel 2016, anche nell'anno in corso la valuta sarà l'argomento economico numero uno in Svizzera. Neanche per il 2017 si profila una distensione duratura. Verso la fine dell'anno Raiffeisen prevede un corso di 1.10 CHF/EUR; il franco svizzero continua pertanto a rimanere alquanto sopravvalutato. È quanto affermato da Martin Neff in occasione della Conferenza annuale sulle previsioni di Raiffeisen, svoltasi all'inizio dell'anno a Zurigo. Contrariamente alla maggior parte delle previsioni congiunturali diffuse in Svizzera, l'economista capo di Raiffeisen non crede che lo shock del cambio del 15 gennaio 2015 sia superato. Ritiene che sia ancora troppo presto per decretare il cessato allarme.
 
Forze di crescita distribuite unilateralmente
 
Ciò che si profilava nel 2015 ha finito per accentuarsi ancora di più nel 2016. Gli indicatori congiunturali positivi a prima vista, a uno sguardo più attento si rivelano visioni molto parziali. La Svizzera è ancora ben distante da un'ampia ripresa sul fronte congiunturale. Le esportazioni svizzere sono sì aumentate di oltre il 4%, tuttavia l'aumento è riconducibile unicamente al boom nel settore farmaceutico e chimico. Tutti gli altri rami delle esportazioni soffrono ancora massicciamente delle conseguenze del tasso di cambio. Recentemente si sono comunque registrati deboli segni di una graduale ripresa, ad esempio nell'industria meccanica, secondo settore di esportazione per importanza, e anche nel settore alberghiero. Sono due le condizioni essenziali affinché questa ripresa continui: 1. l'accelerazione della congiuntura in Europa, ancora cliente principale delle esportazioni svizzere, e 2. l'assenza di turbolenze di qualsiasi genere sui mercati finanziari. Queste ultime determinano sempre inevitabilmente una rivalutazione del franco, provocano ulteriore incertezza e costringono la Banca nazionale svizzera a intervenire sui mercati delle divise. Secondo Neff, la BNS dovrà mantenere lo stato di allerta, poiché oltre ai temi economici, nel 2017 si prevedono anche incognite geopolitiche.
 
Agenda piena di incertezze
 
Innanzitutto, il mondo guarda con curiosità agli USA, dove il nuovo presidente getta delle ombre ancora prima del suo insediamento ufficiale. Non solo i mercati finanziari si sono rassegnati con sorprendente rapidità all'elezione di Donald Trump, ma sono riusciti anche a ricavarne molti aspetti positivi. Se questo sia giustificato o meno, Trump dovrà dimostrarlo con la realtà dei fatti. Raiffeisen è piuttosto scettica al riguardo e ritiene che l'imprevedibilità di Trump sia un fattore d'incertezza latente per mercati di per sé già difficilmente prevedibili. A questo si aggiungono le elezioni in Francia, in Olanda, in Germania ed eventualmente anche in Italia, dove i partiti affermati rischiano di perdere voti, in alcuni casi anche il potere, a favore di correnti populiste. In un contesto simile il franco svizzero dovrebbe essere sempre ricercato.
 
Nessuna inversione dei tassi
 
Neff non prevede una vera e propria inversione dei tassi nel 2017. Ritiene che la tendenza non sia più al ribasso, ma che, considerando le grandi incertezze, sia ancora troppo presto per tassi del mercato monetario positivi. Anche il termine di reflazione sarebbe al momento molto sovrabusato. Al massimo potrebbe valere solo per gli USA. In Europa e a un livello più basso anche in Svizzera, l'inflazione sta subendo un leggero rialzo, ma attualmente soprattutto a causa dell'effetto base conseguente al nuovo aumento delle quotazioni del greggio. Sui mercati delle merci tradizionali il potenziale di rialzo dei prezzi rimane limitato. Raiffeisen ne individua i motivi nella saturazione demografica e/o nel reddito pro capite stagnante nonché nella produttività in rapida crescita a livello globale. Questi fattori, insieme alla sopravvalutazione del franco, hanno un effetto frenante sui prezzi.

 
Gli acquirenti di abitazioni primarie non sono speculatori
 
Secondo Raiffeisen il mercato immobiliare svizzero continua ad avere una valutazione elevata. Al termine delle sue spiegazioni Neff ha tuttavia escluso ripetutamente il rischio di un crollo dei prezzi delle abitazioni primarie. La mancanza dell'elemento speculativo sarebbe il motivo principale per cui il mercato non rischia il crollo nonostante l'elevato livello dei prezzi raggiunto. Contrariamente al crollo dei primi anni novanta, infatti, oggi si registra un boom della domanda di utilizzatori veri – ossia di proprietari di abitazioni – e non di speculatori alla ricerca di rapidi guadagni. Nel frattempo, per gli immobili ad uso commerciale, ma anche per gli immobili di reddito nel mercato immobiliare, sono aumentati i rischi. Il mercato non assorbe più ogni oggetto ad ogni prezzo, il che si manifesta già nell'aumento e ancora crescente numero di locali sfitti.
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