Ciò che si profilava nel 2015 ha finito per accentuarsi ancora di più nel 2016. Gli indicatori congiunturali positivi a prima vista, a uno sguardo più attento si rivelano visioni molto parziali. La Svizzera è ancora ben distante da un'ampia ripresa sul fronte congiunturale. Le esportazioni svizzere sono sì aumentate di oltre il 4%, tuttavia l'aumento è riconducibile unicamente al boom nel settore farmaceutico e chimico. Tutti gli altri rami delle esportazioni soffrono ancora massicciamente delle conseguenze del tasso di cambio. Recentemente si sono comunque registrati deboli segni di una graduale ripresa, ad esempio nell'industria meccanica, secondo settore di esportazione per importanza, e anche nel settore alberghiero. Sono due le condizioni essenziali affinché questa ripresa continui: 1. l'accelerazione della congiuntura in Europa, ancora cliente principale delle esportazioni svizzere, e 2. l'assenza di turbolenze di qualsiasi genere sui mercati finanziari. Queste ultime determinano sempre inevitabilmente una rivalutazione del franco, provocano ulteriore incertezza e costringono la Banca nazionale svizzera a intervenire sui mercati delle divise. Secondo Neff, la BNS dovrà mantenere lo stato di allerta, poiché oltre ai temi economici, nel 2017 si prevedono anche incognite geopolitiche.