Dopo il caso dell'assunzione del giovane ricercatore assunto dall'istituto diretto da Franco Lurà, il presidente dell'UDC parte lancia in resta: "Finché non vi sarà un automatismo chiaro che obbliga a preferire i residenti, una scusa per giustificare la non assunzione di chi vive in Ticino la si troverà sempre"

Tout va bien madame la marquise. Finché non vi sarà un automatismo chiaro che obbliga a preferire i residenti una scusa per giustificare la non assunzione di chi vive in Ticino la si troverà sempre.
In questo caso in passato era stagista (perché poi) e non c'era un profilo adeguato. Chiediamo maggior responsabilità all'economia privata quando il pubblico fornisce questi esempi?
Questi funzionari non si sentono minimamente in obbligo di prestare rispetto alle recenti votazioni popolari, che chiaramente sono in contraddizione con il loro modo di agire.
Ci si potrebbe anche chiedere se veramente sono necessarie 24 persone (a tempo pieno e parziale) al centro di dialettologia diretto da Lurà, ma evidentemente sono tasti che in molti non vogliono toccare.
Il Governo e il Parlamento litigano per ridurre le uscite (obiettivi più che condiviso) e poi si gira la testa dall'altra parte quando vi sono evidenti sprechi delle risorse pubbliche. Di uffici da mettere in discussione ce ne sono parecchi, ma ci vorrebbe la volontà politica.
Tutto il resto é puro intrattenimento e spettacolo. Scadente oltretutto.
*presidente UDC