POLITICA E POTERE
Ricercatore torinese al Centro di dialettologia, scatta una seconda interrogazione. La firmano UDC e AreaLiberale. "A parte il contrasto con l’iniziativa 'Prima i nostri', è stato fatto un concorso pubblico per quella posizione? Cosa pensa il Governo del
Tiziano Galeazzi: "Quale credenziale ha determinato l’assunzione del collaboratore, necessario a tempo parziale in un ufficio cosi numeroso? si presume, abbia conoscenze dei vari dialetti ticinesi oltre che conoscere la storia dei cognomi. Se sì, dove ha studiato nel nostro Cantone?"
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
BELLINZONA – Dopo il nostro articolo sul giovane ricercatore torinese assunto a tempo parziale dal Centro di dialettologia della Svizzera italiana (
) e dopo le relative precisazioni sull’assunzione (
) arriva una seconda interrogazione parlamentare. La firma il deputato UDC Tiziano Galeazzi insieme ai suoi colleghi Gabriele Pinoja e Lara Filippini, e a Sergio Morisoli e Paolo Pamini di AreaLiberale.

“Ieri, con un certo stupore è apparsa la notizia su diversi media ticinesi che un giovane torinese è stato assunto a tempo parziale (già stagista arrivato più di un anno fa in Ticino) dal DECS per il Centro di dialettologia dal costo di circa 2,5 milioni all’anno.

A difesa di tale scelta sembra sempre essere la classica tattica. “Non si trovano neolaureati ticinesi che possano occupare tali posizioni” a detta del responsabile del Centro, Franco Lurà. Quindi secondo quest’ultimo è stato giusto cosi ha affermato. In un’altra intervista il direttore divisione della cultura, Sandro Rusconi, oltre ad ammettere l’assunzione senza specificare se è avvenuta prima o dopo la votazione popolare sull’Iniziativa “Prima i nostri”, ammette di non sapere se questo genere di formazione scientifica (onomastica: disciplina che studia i nomi propri, le loro origini e i processi di denominazione nell'ambito di una o più lingue o dialetti) sia o meno presente sul nostro territorio.

A parte l’evidente contrasto con l’iniziativa “Prima i nostri”, che fa sorgere la naturale questione su come un torinese possa sapere meglio di un ticinese il nostro dialetto,  non si capisce se questa assunzione, dopo uno stage del candidato per più di un anno, sia avvenuta su concorso pubblico o meno. È incredibile poi che in tutto il Ticino e in tutta la Svizzera non si sia trovato un candidato preparato per quel determinato posto di lavoro. Così come la prassi iniziale d’assumere personale non di ruolo come stagista per poi passare direttamente all’assunzione, aggirando probabilmente il blocco del personale in vigore”.

Seguono le domande al Governo:

Cosa pensa il Consiglio di Stato che vi siano ventiquattro (24)  collaboratori  assunti (tra parziali e tempo pieno) in questo Centro di dialettologia?

Nell’ottica della riduzione la spesa pubblica, il Governo prenderebbe in considerazione un decurtamento del budget annuale destinato a tale Centro e la relativa riduzione dell'organico?

A quanto ammontano i sussidi dalla Confederazione in rapporto ( sia numerico che percentuale) a quanto versa il Cantone per mantenere questo ufficio?

E’ stato o  no emesso un concorso pubblico per questo specifico posto di lavoro?

Quale credenziale ha determinato l’assunzione del collaboratore, necessario a tempo parziale in un ufficio cosi numeroso? si presume, abbia conoscenze dei vari dialetti ticinesi oltre che conoscere la storia dei cognomi. Se sì, dove ha studiato nel nostro Cantone?

L’assunzione o l’impiego di stagisti nell’Amministrazione pubblica in generale entra e no in considerazione del blocco del personale?

Quanti stagisti stranieri provenienti dall’Unione Europea ha l’Amministrazione pubblica cantonale?

Suddivisi per Dipartimento, quanti di loro in %  e numericamente sono stati assunti dopo lo stage senza concorso e con un concorso pubblico negli anni 2015 e 2016.

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