POLITICA E POTERE
Maltrattamenti alla casa anziani, il Municipio di Balerna scrive ai cittadini: "È un trauma civile che ha sconvolto la comunità. Lontani dal clamore di chi fa del dolore uno spettacolo continueremo a lavorare perché nulla di quello che è successo possa ri
"Purtroppo, a volte la frustrazione dell’attesa può far cedere al sensazionalismo: il desiderio compulsivo di vedere delle teste cadere è più forte di quello di vedere la giustizia affermarsi, sebbene con tempistiche a volte troppo lente"
Foto: TiPress/Davide Agosta
BALERNA – Il Corriere del Ticino ha pubblicato oggi la lettera che il Municipio di Balerna ha inviato ai cittadini sulla vicenda dei maltrattamenti alla Casa anziani. Ecco il testo.

“È con una certa amarezza che l’intero Municipio di Balerna torna ad affrontare la discussione che da alcuni anni accompagna la drammatica vicenda dei maltrattamenti nei confronti degli ospiti del Centro Anziani. Si tratta di una pagina difficile e delicata della vita della collettività, una pagina che questo Municipio ha cercato e cerca di affrontare con tatto e comprensione per gli anziani vittime di abusi e i loro familiari.

In questi anni, abbiamo lavorato senza sosta per offrire loro protezione, cercando di agire con giustizia e trasparenza. Protezione, giustizia, trasparenza: sono questi i valori imprescindibili che hanno guidato, e guidano, il nostro lavoro.

Con determinazione e impegno da parte di tutti i collaboratori, questo Municipio ha partecipato e sta partecipando attivamente al lungo processo di guarigione di un trauma civile che ha sconvolto la comunità e che ha portato all’adozione di ulteriori misure per salvaguardare gli ospiti del Centro Anziani.

Collaboriamo regolarmente con le autorità cantonali, siamo ricorsi, e tuttora ricorriamo a professionisti esterni per una supervisione a favore dello staff del Centro, abbiamo apportato specifiche misure preventive per la sicurezza degli ospiti e le verifiche a cui è stato ed è tuttora sottoposto il centro forniscono riscontri positivi.

Dunque, perché parliamo di amarezza dopo il tanto lavoro che è stato fatto per guarire? Perché purtroppo, là dove la guarigione ha bisogno di tranquillità e concentrazione, in ormai troppe occasioni i traumi delle persone che noi vogliamo proteggere sono stati, a scadenze regolari, oggetto di attenzioni mediatiche di stampo scandalistico che cinicamente ne sfruttano il dolore e ne ostacolano la guarigione tenendo aperta una ferita che ha solo bisogno di essere curata con professionalità, impegno e trasparenza.

In molti ci chiedono, si chiedono, quando si vedrà la fine di questa vicenda. Se lo chiedono perché il desiderio di rinascita dopo un’esperienza tanto traumatica è grande, e si aspetta con fiducia che la giustizia faccia il suo corso. Purtroppo, a volte la frustrazione dell’attesa può far cedere al sensazionalismo: il desiderio compulsivo di vedere delle teste cadere è più forte di quello di vedere la giustizia affermarsi, sebbene con tempistiche a volte troppo lente.

Proprio a questo riguardo, e alla luce di un incontro avvenuto da poco a porte chiuse con i parenti degli attuali ospiti, questo Municipio si è attivato per sollecitare le istituzioni giudiziarie affinché si giunga presto a una conclusione delle procedure penali in corso.

Su espressa richiesta dei familiari, il 18 gennaio scorso abbiamo inviato una raccomandata al Procuratore Generale e al presidente del Tribunale Penale Cantonale, invitandoli ad adoperarsi per accelerare i tempi della giustizia.

Lontani dal clamore di coloro che fanno del dolore uno spettacolo continueremo a lavorare perché nulla di quello che è successo in passato possa ripetersi, perseguendo senza sosta protezione, giustizia e trasparenza”.

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