POLITICA E POTERE
Il Governo bacchetta Matteo Pronzini per i suoi attacchi al medico cantonale, definito "negligente", "assente", "superficiale" e "incompetente". "Legittime le critiche purché formulate in toni rispettosi, senza illazioni e strumentalizzazioni. Il deputato
"Tale richiamo non intende assolutamente limitare la libertà ed il diritto del Parlamento e dei suoi membri di porre domande di interesse pubblico, né tantomeno impedire un giudizio anche severo sull’attività del Governo e dell’Amministrazione, ma è fondamentale che richieste e dubbi vengano formulati utilizzando un registro adeguato"
BELLINZONA - Nell’odierna seduta settimanale, il Consiglio di Stato ha proceduto all’evasione di quattro interrogazioni incentrate su recenti episodi sanitari. “Constatato l’aumento e il ripetersi di domande anche tendenziose inerenti inchieste in corso – si legge in una nota del Governo -, così come l’indegna formulazione in atti pubblici di ingiustificati attacchi personali a collaboratori dell’Amministrazione cantonale, il Consiglio di Stato coglie l’occasione per richiamare alla responsabilità gli interroganti, ribadendo con convinzione l’importanza di un utilizzo di toni e termini rispettosi delle Istituzioni”.

Evadendo tre inoltrate dal deputato in Gran Consiglio Matteo Pronzini negli scorsi mesi, “il Consiglio di Stato ha ritenuto importante un richiamo generale affinché gli atti parlamentari continuino ad essere uno strumento di esercizio dell’alta vigilanza, ma nei modi opportuni. Tale richiamo non intende assolutamente limitare la libertà ed il diritto del Parlamento e dei suoi membri di porre domande di interesse pubblico, né tantomeno impedire un giudizio anche severo sull’attività del Governo e dell’Amministrazione, ma è fondamentale che richieste e dubbi vengano formulati utilizzando un registro adeguato, senza illazioni e strumentalizzazioni. Nel caso specifico viene ritenuto inammissibile che un alto funzionario – segnatamente il Medico cantonale, sicuramente fra i funzionari pubblici maggiormente sollecitati – nel contesto di attacchi isolati per origine ma reiterati nel tempo attraverso numerosi atti parlamentari, nel corso delle ultime due settimane venga definito con i seguenti epiteti: “negligente”, “con poca voglia di fare”, “assente”, “superficiale” e “incompetente”.

Il Consiglio di Stato deplora questa azione denigratoria che ha coinvolto anche altri funzionari, segnatamente il Capo dell’Ufficio di sanità, tanto più perché riferita a vicende ancora all’esame o sulle quali sono in corso inchieste penali, quindi sulle quali non è lecito né ammesso esprimersi o difendersi entrando nel merito della fattispecie, in un contesto che impone peraltro competenze mediche e tecniche specifiche”.

Il Consiglio di Stato ribadisce pertanto la fiducia ai collaboratori toccati e in particolare al Medico Cantonale, “i quali hanno gestito in maniera adeguata, secondo inevitabili ma corrette priorità e per quanto di loro competenza i casi segnalati.

Ricordando che la fiducia dei cittadini nelle Istituzioni non viene costruita solamente attraverso il proprio lavoro ma anche attraverso il rispetto per quello altrui, in futuro il Governo si riserva il diritto di non entrare nel merito di atti parlamentari formulati senza tenere conto di quanto comunicato in data odierna”.

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