POLITICA E POTERE
'Beltraday' in Gran Consiglio. Il mandato da 3,4 milioni alla Argo 1 infiamma il Parlamento. Il presidente del Governo sotto torchio: "Ho firmato io il contratto di prova. Poi è stato rinnovato tacitamente. L'errore c'è stato. È mancata la ratifica del Co
Il Parlamento chiede la discussione generale. Raffica di domande e molte perplessità da parte dei deputati. Beltraminelli: "Con la Argo 1 abbiamo risparmiato un milione e tutti i costi sono stati contabilizzati"
BELLINZONA – Oggi in Parlamento è stato il ‘Beltrady’. Il presidente del Governo e direttore del Dipartimento socialità, Paolo Beltraminelli, ha risposto punto per punto alle molte domande sorte dopo la bufera giudiziaria che ha coinvolto l’agenzia di sicurezza Argo 1. Bufera che è poi scoppiata anche sul piano politico, tant’è che sul caso del mandato diretto alla Argo 1 sono state presentate ben 6 interrogazioni parlamentari.

Il presidente del Governo ha ammesso che nel mandato diretto alla Argo 1 sono stati commessi degli errori, che si sono seguite procedure non conformi. “Anomalie amministrative che spero vengano chiarire al più presto dal Controllo cantonale delle finanze. In ogni caso tutte le spese figuravano nei conti del Cantone”.

Al termine del lungo intervento di Beltraminelli la maggioranza dei deputati ha chiesto la discussione generale, e le domande si sono moltiplicate. E da più parti politiche sono state espresse perplessità anche dopo le spiegazioni del ministro. In particolare sul mandato diretto, sul fatto che non sia stato ratificato dal Consiglio di Stato, e che non figurasse nella lista delle commesse pubbliche e sul concetto dell’urgenza nella gestione dei flussi migratori.

Giorgio Galusero, uno degli interpellanti, ha detto: “Da parte del presidente del Governo mi aspettavo un’assunzione di responsabilità per non aver presentato una risoluzione ai colleghi, di aver deciso, passata l’urgenza, di non aprire un concorso. Quando si parla di un mandato di 1,7 milioni all’anno credo che qualche responsabilità da parte del ministro ci sia. Restano dei lati oscuri”.

Nessun funzionario sotto inchiesta

Beltraminelli ha premesso che non c’è alcuna inchiesta penale nei confronti di collaboratori del suo Dipartimento. E che il capo dell'Ufficio sostegno sociale, Renato Scheurer, non è stato esautorato dalle sue funzioni.

“Nei suoi confronti – ha detto il ministro - ho preso un provvedimento operativo provvisorio, non sanzionatorio, con il solo scopo di alleviare la pressione sul suo lavoro e favorire gli accertamenti del controllo cantonale delle finanze”.

La gestione dell’emergenza migranti

Beltraminelli l’ha presa larga, spiegando che fino al 2012 la Divisione dell’azione sociale non gestiva alloggi per rifugiati. Il compito era svolto prevalentemente dalla Croce rossa, che aveva 15 centri sparsi sul territorio. Poi c’è stata una diminuzione di afflussi e un cambio di strategia. Ma dal 2012 in poi il Ticino ha dovuto far fronte a oltre mille attribuzioni di rifugiati da parte della Confederazione.

“Attribuzioni improvvise e repentine, con una crescente difficoltà a reperire alloggi. All’inizio si è fatto capo alle pensioni, ma la soluzione non era ottimale. I miei collaboratori hanno saputo far fronte all’emergenza e alle resistenze riscontrate da parte di molti comuni che non volevano saperne di ospitare rifugiati. Hanno lavorato in buona fede”.

Il mandato diretto alla Argo 1

Tutti i mandati per la gestione dei centri sono stati assegnati in modo diretto: sorveglianza, pasti, lavanderia…, ha detto il ministro.

E ha ammesso che nel mandato alla Argo “ci sono state lacune formali. Il Governo è stato puntualmente informato sull’evoluzione della situazione, e ha approvato tre risoluzioni in cui si trattava la questione migranti. Ma è mancata una risoluzione per la gestione complessiva del tema”.

Dalla Rainbow alla Argo 1

Ma come si è arrivati alla Argo 1? Il responsabile operativo di questa ditta, Marco Sansonetti (attualmente sotto inchiesta per usura, sequestro di persona e violenza contro un richiedente asilo), era precedentemente responsabile dell’agenzia che garantiva la sicurezza nei centri gestiti dal Cantone. Beltraminelli non l’ha detto in aula, ma si tratta della Rainbow.

Insomma, Sansonetti aveva un’esperienza specifica in questo settore. Lasciata la Rainbow, ha creato la Argo 1, sottoponendo alla Divisione dell’azione sociale, ha spiegato Beltraminelli, “una proposta strutturata e innovativa, con compiti anche di accompagnamento e non solo di sicurezza. I miei collaboratori l’hanno ritenuta valida. Le tariffe erano vantaggiose, in un contesto di forte pressione politica sui costi per la gestione dei rifugiati”.

Il ministro ha aggiunto che la Confederazione non dà abbastanza soldi ai cantoni per gestire questo settore, in quanto copre solo il 75% dei costi.

Il DSS ha dunque stipulato un contratto di prova per verificare l’idoneità della Argo 1, valido dal 27 luglio al 31 dicembre 2014.

“Il contratto – ha detto Beltraminelli – è stato firmato da me e dal capo della Divisione dell’azione sociale. L’esperienza è stata positiva, e il mandato è stato dunque confermato agli stessi prezzi iniziali”.

Più comuni hanno attestato l’ottima collaborazione con la Argo 1, e non ci sono mai stati rimproveri, ha precisato.

Il dispositivo prevedeva la presenza costante di 2 agenti al giorno, 24 ore su 24, e 7 giorni su 7. Le fatture della Argo 1 venivano trasmesse mensilmente al capo ufficio per verifica. L’ordine di pagamento veniva firmato a due mani e poi trasmesso alla Sezione finanze del DFE per il pagamento.

Dal mandato di prova ai rinnovi taciti

In buona sostanza, il mandato diretto alla Argo 1 “è stato continuato in modo tacito, è mancato un feed back nei miei confronti – ha detto Beltraminelli -. La Divisione ha provveduto a rinnovi taciti. Del resto non si trattava di un compito nuovo, che qualcuno si era inventato, ma l’estensione di un compito attribuito al DSS. Non è stato nascosto un solo franco”.

Tutti i mandati diretti in questo settore, ha aggiunto, “sono stati assegnati secondo il principio dell’uso parsimonioso del denaro pubblico. Sarà il Controllo cantonale delle finanze a stabilire fino a quando era giusto appellarsi all’emergenza. I mandati non sono stati pubblicati nella lista delle commesse pubbliche per un semplice motivo: per la conseguenza automatica dell’assenza di una ratifica formale da parte del Governo. Ma nell’elenco 2016 quel mandato figurerà”.

Le risposte alle interrogazioni

Rispondendo alle domande formulate dai deputati autori delle interrogazioni, Beltraminelli ha detto che la Argo 1 ha fornito dal 2014 in poi prestazioni nei centri di Lumino, Peccia, Camorino, Rivera…

E che mentre l’agenzia precedente fatturava 48 franchi all’ora, la Argo 1 lavorava per 35 franchi, più un supplemento del 10% per la notte e i giorni festivi.

Dal febbraio scorso, quando in seguito alle inchieste penali il Governo ha revocato il mandato alla Argo 1, la gestione del centro di Camorino è stato attribuito all’agenzia che ha vinto il concorso per la sorveglianza a Rancate (anche qui, ma solo inizialmente, tramite mandato diretto) e che costa 52 franchi all’ora.

Insomma, queste cifre confermano che la Argo 1 era molto concorrenziale sul piano delle tariffe. In due anni e mezzo di attività ha svolto oltre 81'000 ore di sorveglianza, fatturando in totale 3 milioni e 391'000 franchi.

“Con le tariffe applicate dalla precedente agenzia avremmo speso circa un milione in più”, ha spiegato il ministro. Prima di assegnare il mandato “ci siamo ovviamente sincerati che la società avesse le carte in regola: competenza ed esperienza erano garantite dal responsabile operativo dell’agenzia”. Agenzia che disponeva dell’attestazione cantonale di conformità: “Titolare e dipendenti hanno ottenuto il certificato di capacità, requisito imprescindibile per esercitare nell’ambito della sicurezza”.

Per quanto riguarda i cambiamenti subiti in pochi anni dalla Argo 1 a Registro di commercio (fino al 2014 la società si chiamava Otenys), secondo Beltraminelli “non hanno determinato motivi di preoccupazione da parte dei funzionari”. Funzionari il cui obiettivo fondamentale era trovare alloggi per i rifugiati e tranquillizzare la popolazione dei comuni ospitanti.

emmebi

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