È facile trarre conclusioni quando non si conoscono – o si finge di non ricordare - i meccanismi che regolano lo Stato, del quale anche i parlamentari sono rappresentanti. Qualcuno mi ha anche chiesto se durante le sedute del Governo sono volati gli stracci tra me e il collega Beltraminelli. Quando si chiude la porta della sala del Consiglio di Stato, in effetti nessuno fuori sa cosa accade tra le mura di Palazzo delle Orsoline. Ed è normale per i cittadini porsi delle domande. Ma fa parte del gioco che il Governo non si presti a tentativi di rompere il suo collegiale funzionamento, anche se in molti amerebbero vedere volare stracci, siccome fa notizia e scandalo. Ricordiamoci che in momenti d’instabilità il Consiglio di Stato deve rimanere un punto di riferimento istituzionale, perché incaricato del buon funzionamento dell'Amministrazione cantonale e punto di contatto privilegiato tra cittadini e istituzioni.
Lasciamo lavorare gli inquirenti, polizia e magistratura, e attendiamo le verifiche amministrative. Alla fine non ci saranno camion di sabbia, ma misure correttive e chiare responsabilità, che permetteranno di ristabilire la fiducia dei ticinesi. Senza dimenticare che i cittadini hanno il diritto di valutare con severità l’operato di noi politici, eletti dal Popolo.
*Direttore del Dipartimento delle Istituzioni - Articolo pubblicato sul Mattino della Domenica