POLITICA E POTERE
Marco Romano al Consiglio federale: "Sgravate le Guardie di confine dal trasporto e dalla sorveglianza dei rifugiati. Quegli uomini servono sul terreno"
Il consigliere nazionale: “A furia di occuparsi di trasporti e di sorveglianza le risorse attive nel controllo calano. Oggi si controllano solo 2/3 dei treni, “semplicemente” perché mancano le squadre necessarie a svolgere il lavoro”
Foto: TiPress/Carlo Reguzzi
BERNA – Il consigliere nazionale del PPD Marco Romano ha presentato a Berna una mozione dal titolo: “Il Corpo Guardie di confine svolga il proprio mandato legislativo e non si occupi di mansioni logistiche in ambito migratorio”.

Romano chiede al Consiglio federale “di prendere tutte le misure necessarie affinché il Corpo Guardie di Confine, nell’ambito dell’attività legata ai flussi migratori, possa concentrarsi sul lavoro centrale di controllo della frontiera e di registrazione dei migranti, senza doversi occupare di attività collaterali connesse alla logistica e alla gestione della situazione straordinaria. Nello specifico è fuori luogo che le Guardie di Confine si occupino di trasporti di migranti, di sorveglianza di infrastrutture e di altre attività non direttamente connesse al mandato conferito dal quadro legislativo. Per queste attività di carattere logistico sono necessarie risorse straordinarie senza fare capo all'effettivo delle Guardie”.

A medio termine, aggiunge, “la situazione non muterà e il personale in servizio non è sempre sufficiente per controllare ad esempio tutti i treni in entrata da Chiasso (…). Nel contesto di ristrettezza di personale vi è un’inefficiente dispersione di risorse che diminuisce la capacità operativa alla frontiera (Legge doganale, controllo della frontiera e criminalità transfrontaliera). Tramite mandati a terzi o l’impiego di altro personale, in caso di necessità anche di personale specialistico dell’esercito, occorre gestire la situazione affinché le Guardie di Confine possano essere impiegate al meglio nell’attività di controllo della frontiera e di registrazione dei migranti. Ogni singola Guardia rappresenta un elemento importante considerata la pressione perdurante. Di conseguenza è necessario prendere tutte le misure possibili, in collaborazione con i Cantoni, per liberare le Guardie di confine da tutte le attività collaterali legate alla gestione dei migranti”.

Il problema si sta acuendo, conclude il consigliere nazionale: “A furia di occuparsi di trasporti e di sorveglianza (per esempio il centro di Rancate) le risorse attive nel controllo calano. Oggi si controllano solo 2/3 dei treni, “semplicemente” perché mancano le squadre necessarie a svolgere il lavoro”.

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