A medio termine, aggiunge, “la situazione non muterà e il personale in servizio non è sempre sufficiente per controllare ad esempio tutti i treni in entrata da Chiasso (…). Nel contesto di ristrettezza di personale vi è un’inefficiente dispersione di risorse che diminuisce la capacità operativa alla frontiera (Legge doganale, controllo della frontiera e criminalità transfrontaliera). Tramite mandati a terzi o l’impiego di altro personale, in caso di necessità anche di personale specialistico dell’esercito, occorre gestire la situazione affinché le Guardie di Confine possano essere impiegate al meglio nell’attività di controllo della frontiera e di registrazione dei migranti. Ogni singola Guardia rappresenta un elemento importante considerata la pressione perdurante. Di conseguenza è necessario prendere tutte le misure possibili, in collaborazione con i Cantoni, per liberare le Guardie di confine da tutte le attività collaterali legate alla gestione dei migranti”.