Un messaggio forte, che si aggiunge a quello del Consigliere di Stato leghista Claudio Zali, promotore del balzello, pubblicato sul foglio leghista come una parentesi tra altre due pagine in cui invece si sostengono le ragioni del referendum. Ecco i nomi dei firmatari

Quindici deputati della Lega, la maggioranza del Gruppo Parlamentare, e un appello pubblicato stamane sul Mattino. Un appello a favore della tassa cantonale sul sacco contro cui l’altra parte del Movimento di via Monte Boglia ha lanciato un referendum su cui dovremo esprimerci il 21 maggio. Un messaggio forte, che si aggiunge a quello del Consigliere di Stato leghista Claudio Zali, promotore del balzello, pubblicato sul foglio leghista come una parentesi tra altre due pagine in cui invece si sostengono le ragioni del referendum.
D’altra parte questo è anche un congresso mascherato della Lega: una conta per pesare la corrente degli “istituzionali” e quella dei barricaderi (con gli occhi puntati sul risultato di Lugano). Anche se scorrendo le firme dei leghisti pro tassa, gli schieramenti delle due ali non sembrano granitici, in un senso e nell'altro.
Vada come vada, questa è musica del futuro. Intanto atteniamoci all’oggetto: il referendum sulla tassa sul sacco. Di seguito pubblichiamo per esteso la presa di posizione della maggioranza del gruppo Lega in Gran Consiglio pubblicata stamane dal Mattino
L'appello sul Mattino
“Il 21 maggio voteremo sull’introduzione della tassa cantonale sul sacco. Siamo tutti d’accordo sul fatto che, soprattutto in questo momento di difficoltà finanziarie per molti Ticinesi, ulteriori tasse per i cittadini non sono opportune. In questo caso però, non si introduce una nuova tassa e non si aggiungono ulteriori costi, ma anzi questi ultimi si ridurranno globalmente, a beneficio dei cittadini. Per questo motivo siamo convinti che occorre votare sì, sia perché si sgravano le famiglie sui costi di smaltimento dei rifiuti, sia perché si potrà finalmente rispettare il principio di causalità sancito dalla legge federale.
Minori costi per i cittadini
I sacchi ufficiali sono stati introdotti a Chiasso nel 1994, e ad oggi ben 49 Comuni ticinesi, pari a circa il 50% della popolazione, hanno scelto di adottare il cosiddetto principio di causalità nei loro regolamenti comunali. Con questo sistema di finanziamento, i costi fissi dell’infrastruttura vengono coperti dalla tassa base, mentre i costi di smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) sono finanziati tramite la vendita di sacchi ufficiali. In questo modo ognuno paga solo per lo smaltimento dei propri rifiuti in maniera proporzionale a quanti ne produce (principio “chi inquina paga”). Votando sì non si aggiunge quindi nessun “balzello” cantonale. Si tratta esclusivamente di adeguare i regolamenti comunali.
I dati raccolti dai Comuni con i sacchi ufficiali sono chiarissimi: in media i costi di gestione vengono ridotti del 10% e la produzione di RSU diminuisce mediamente del 30%. Solo a Lugano è stimata una riduzione dei costi pari a 1.7 milioni (su 8 milioni netti di spesa!): una flessione importante che sgraverebbe i contribuenti luganesi. In tutto il Ticino invece i risparmi stimati sono dell’ordine dei 3 milioni di franchi, il che non è poco in questo momento particolarmente delicato.
Rispetto della legalità
Il principio di causalità non è una novità. Oltre a essere sancito nella legge federale per la protezione dell’ambiente, lo troviamo applicato nella gestione comunale in diversi ambiti: fornitura d’acqua, eliminazione delle acque luride e consumi di elettricità. In tutti questi settori, i cittadini pagano solamente per quello che consumano. Lo smaltimento dei rifiuti, che funziona con la stessa logica, dovrebbe essere gestito alla stessa maniera. I cittadini hanno il diritto di poter pagare solo per quello che producono, così che chi separa i rifiuti possa essere premiato!
Responsabilità individuale
Il finanziamento con le imposte è il sistema che carica maggiormente di costi i contribuenti e non sensibilizza i cittadini ad una minore produzione di rifiuti.
A Lugano ad esempio, i 32’000 contribuenti pagano per lo smaltimento dei rifiuti prodotti da 64’000 residenti, il mezzo milione di turisti annuali e gli oltre 50'000 lavoratori che arrivano in città quotidianamente. Pagando con le imposte non vi è alcun incentivo a voler ridurre la produzione di rifiuti, né tantomeno ad aumentare le raccolte separate.
Così pagheranno tutti, anche i frontalieri
Senza sacchi ufficiali, chiunque depone un sacco nero dei rifiuti in un cassonetto, lo fa addebitando i costi di smaltimento ai contribuenti che li pagano con le imposte o tramite una tassa base. Ecco perché, ad esempio, a Lugano oggi i frontalieri non pagano per lo smaltimento dei rifiuti. Con i sacchi ufficiali invece, chiunque produrrà rifiuti nel territorio della città, pagherà (tramite il costo dei sacchi ufficiali) per lo smaltimento dei rifiuti prodotti. I costi verranno quindi suddivisi in maniera più equa fra tutti, con un importante sgravio per i contribuenti luganesi.
Autonomia dei Comuni nelle agevolazioni economiche
L’introduzione dei sacchi ufficiali non avverrà a scapito di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Non sarebbe giusto caricare chi è in difficoltà di ulteriori costi, e così infatti non sarà. Nei Comuni con il sacco ufficiale sono già in vigore numerose agevolazioni economiche che permettono alle famiglie con bambini a carico e o a persone che percepiscono una rendita AVS o AI di ricevere gratuitamente fino a 50 sacchi all’anno da 35l. Queste agevolazioni sociali sono in vigore solamente nei Comuni che oggi hanno la tassa sul sacco.
Nuovi posti di lavoro nel settore
L’infrastruttura di ecocentri e ditte di smaltimento in Ticino è ben sviluppata. In Ticino si contano 47 imprese che operano nel settori del riciclaggio di rifiuti. Grazie all’introduzione del sacco e all’incentivo a separare maggiormente i rifiuti, il previsto aumento delle raccolte separate gioverà anche all’economia ticinese, favorendo le imprese del settore. Con l’aumento previsto grazie all’introduzione dei sacchi ufficiali, si stima che verranno creati circa 30 nuovi posti di lavoro in Ticino. Una ragione in più per sostenere questa modifica di legge. L’introduzione del sacco ufficiale non introdurrà ulteriori carichi finanziari, ma anzi garantirà un finanziamento dei rifiuti meno oneroso globalmente che premia chi non inquina, in linea con le disposizioni della legge federale. Per tutti questi motivi invitiamo i cittadini Ticinesi a votare responsabilmente un forte e chiaro SÌ alle urne il prossimo 21 maggio".