POLITICA E POTERE
Nicola Corti, una lettera di dimissioni dalla Procura che costa cara: 3'000 franchi di multa. Ma il magistrato uscente non ci sta e ricorre: "Un bavaglio che non può essere tollerato in una democrazia"
Il Consiglio della Magistratura ha deciso di sanzionare il procuratore dimissionario per l'ormai celebre lettera. Ma lui non arretra di un centimetro: "Difendo il contenuto e il tenore del mio scritto. Proprio perché non parlo a vanvera non intendo tacere. Fino all’ultimo difenderò dunque il mio operato nelle sedi opportune"
© Ti-Press / Tatiana Scolari
LUGANO - Ben 3’000 franchi di multa. È questa la sanzione che il Consiglio della Magistratura ha decisi di infliggere a Nicola Corti. Una sanzione comminata per i contenuti della lettera con cui il procuratore pubblico si è dimesso dalla carica, che lascerà a fine giugno. Una lettera che aveva scatenato un vespaio politico poiché il magistrato aveva usato espressioni, riferendosi al Ministero Pubblico, come “giochi di potere”, “mancanza di autonomia” e “impossibilità di svolgere il proprio lavoro di magistrato”.

 

Ma Corti - come rivela RSI che ha anticipato la notizia - ha deciso di impugnare la decisione emessa, rivolgendosi alla Commissione di ricorso sulla magistratura: “Difendo il contenuto e il tenore della mia lettera. La facoltà di critica è un diritto sacrosanto e sanzionarne l’uso corretto, che non scada nell’invettiva o nella sterile polemica, è un bavaglio che non può essere tollerato in una società democratica. Lamentare malfunzionamenti e disfunzioni è invece un dovere per chi ha a cuore lo Stato, le istituzioni e i cittadini. Proprio perché non parlo a vanvera non intendo tacere. Fino all’ultimo difenderò dunque il mio operato nelle sedi opportune.”

 

Il Consiglio della Magistratura, riferisce sempre la RSI, ha per contro deciso di archiviare l’altra questione sul tavolo: la segnalazione che il procuratore generale John Noseda aveva inoltrato cioè, nell’estate del 2016, per la gestione degli incarti affidati a Corti.

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