Ambiente, e adesso tocca ai caminetti. Cleto Ferrari interroga il Governo su filtri, controlli e quant'altro: "Quanto costeranno queste misure per i cittadini che hanno impianti a legna?"
Il deputato: "Queste misure nascondono il grosso pericolo di rincarare e disincentivare l’uso del caminetto e del vettore legna come fonte energetica per il riscaldamento delle case”
BELLINZONA – Il deputato indipendente Cleto Ferrari ha presentato oggi un’interrogazione sui caminetti con la quale chiede lumi al Governo sull’introduzione di possibili misure di controllo ambientale…
“È in consultazione presso il Consiglio di Stato un pacchetto di Ordinanze federali sull’ambiente che prevede tra l’altro l’obbligo di dotare i caminetti di filtri e di procedere a più controlli del funzionamento di questi impianti.
Normalmente da noi su queste misure impopolari lo Stato ha la cattiva abitudine di prendere decisioni e poi solo in un secondo tempo i cittadini si rendono conto dei costi legati a queste decisioni, in quanto confrontati più tardi a livello pratico con le bollette da pagare!
Pochi anni fa si vendeva la combustione del legno come virtuosa a circolo chiuso del CO2 e ora si arriva a rincarare ulteriormente anche questo tipo di vettore di cui il nostro Cantone è ricco dopo quello idroelettrico.
Dobbiamo dire che coloro che hanno dei caminetti si occupano ancora di gestire il bosco e il sottobosco a costo zero per lo Stato o addirittura pagando i proprietari, di solito i patriziati, in caso di taglio di un lotto di legname. Un ciclo quindi molto virtuoso!
Si era creata anche un’economia per piccole imprese locali di giardinaggio che d’inverno impegnavano risorse lavorative in esubero rifornendo i clienti di legname da brucio.
Sorprendente è stato il questionario voluto dal Cantone e di competenza dei Comuni che girava poco tempo fa volto a censire tutti i caminetti compresi anche i grill fissi.
Sorprendente in quanto appunto ha censito tutto, addirittura anche i grill fissi! Preoccupante dimostrazione che chi ha qualcosa (un grill fisso) potrebbe essere maggiormente tartassato di chi non ha niente di fisso (grill amovibile).
Gli spazzacamini, a microfoni chiusi dicono, addirittura contro il loro interesse, che dal lato funzionale questi filtri sono un controsenso.
Poi ci saranno anche più controlli. Le solite tariffe amministrate come ad esempio già succede per il controllo delle caldaie combustibili ad olio, dove per un controllo di pochi minuti si pagano fr. 100.--! Incomprensibile ma questi sono i costi amministrati ossia i costi che prevede lo Stato. E più una società è impregnata di costi amministrati più avrà difficoltà a ridurre il costo della vita in caso di crisi.
Queste misure nascondono il grosso pericolo di rincarare e disincentivare l’uso del caminetto e del vettore legna come fonte energetica per il riscaldamento delle case”.
Seguono le domande al Governo
1. A quali impianti a combustione si vuole applicare questi filtri?
2. Quanto costeranno queste misure per i cittadini che hanno impianti a legna? È possibile avere una stima dei costi attendibile suddivisa per tipo d’impianto?
3. Quanti saranno i controlli e quanto costeranno questi controlli?
4. Ci saranno aumenti di costo anche per la manutenzione di questi filtri?
5. Se qualcuno deciderà di non più utilizzare l’impianto a legna a quali misure e costi sarà confrontato per assicurare la non funzionalità dell’impianto?
6. Quale è la posizione del Consiglio di Stato in merito all’introduzione di questi filtri? Insomma che posizione avrà il CdS in merito alle proposte di queste Ordinanze federali?
7. La gestione dei boschi fatta da privati non risentirà di queste misure?
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