POLITICA E POTERE
Argo 1, ecco i verbali che scottano con le versioni contrastanti di Blotti e Scheuer. La Sottocommissione: "Una discordanza che solleva più di un interrogativo"
Due versioni discordanti, opposte, con Blotti che davanti ai deputati ha affermato che non ci si era accorti che mancava la risoluzione governativa per il mandato milionario, mentre Scheuer afferma che già dal 2015 ci si era resi conto dell’errore e ciò nonostante non si è posto rimedio
© Ti-Press / Gabriele Putzu
BELLINZONA - È il punto più controverso scoperchiato dalla Sottocommissione parlamentare, chiamata a fare luce sul mandato di Argo 1. Quello che evidenzia la contraddizione tra l'ex numero uno della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie Claudio Blotti e il capo dell'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento Renato Scheuer.

 

Due versioni discordanti, opposte, con Blotti che davanti ai deputati ha affermato che non ci si era accorti che mancava la risoluzione governativa per il mandato milionario, mentre Scheuer afferma che già dal 2015 ci si era resi conto dell’errore e ciò nonostante non si è posto rimedio.

 

Il Corriere del Ticino ha pubblicato oggi i verbali del rapporto della Sottocommissione con le parole dei protagonisti:"Il mandato non è stato formalizzato con una risoluzione governativa non per cattiva fede perché questa fattispecie non concerneva solo Argo 1, ma tutte le altre prestazioni" ha spiegato Blotti.

 

Scheuer dal canto suo ha ammesso: "Si è ritenuto che si sarebbe dovuto fare, ma non si è fatto perché eravamo troppo presi dall'attività. In quel momento non conducevamo, ma facevamo andare avanti i lavori. Eravamo troppo coinvolti nell'attività. Ripeto. Siamo consapevoli di aver sbagliato".

 

Il CdT ha anche pubblicato uno stralcio della valutazione fatta dai deputati su questo delicatissimo passaggio della vicenda: "Tenuto conto che il capodivisione Blotti è noto per essere molto preciso e, rispettivamente, aveva dimestichezza con gli aspetti procedurali risulta difficile credere che non si fosse mai accorto di quanto stava accadendo all’interno del suo Ufficio. La discordanza tra le due versioni, quella di Blotti che afferma di non essersi mai accorto di nulla e quella di Scheurer che non solo afferma che vi fu consapevolezza già a partire dal 2015 che si stavano violando le procedure, ma anche che il tema fu affrontato più volte con lo stesso Blotti, sollevano più di un punto interrogativo”.

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