Tiziano Galezzi - con Gabriele Pinoja, Lara Filippini, Boris Bignasca e Andrea Giudici - interrogano il Governo: "Se tutti i dossier con l'Italia sono così problematici, ci si chiede che senso abbia ancora restare e mantenere finanziariamente la Regio Insubrica"

Non dimentichiamo poi le varie accuse nei nostri confronti, ad esempio sulla votazione del 9 febbraio 2014 e contro “Prima i nostri” lo scorso settembre, per passare poi all’introduzione della LIA o al sacrosanto diritto di richiedere il formulario “carico degli atti pendenti“ o il “casellario giudiziale” per i nuovi lavoratori transfrontalieri.
Non contenti e lungi dall’abbandonare le polemiche, i nostri vicini in seguito contestarono l’introduzione, da parte di Berna, delle chiusure notturne delle dogane secondarie ticinesi a scopo di sicurezza territoriale, per una durata di prova di sei mesi. V’è anche da dire che tutte queste rimostranze nel contempo sono finite, tramite atti parlamentari, fino a Bruxelles, presso l’Unione Europea, con l’intento di farci pressione.
Non da ultimo, con un rimpallo di colpe, a fine giugno arriva la ciliegina sulla torta in relazione alla tratta ferroviaria Stabio-Arcisate, per la quale sembrerebbe che la Regione Lombardia abbia cambiato programma e non voglia più attivare la linea, come concordato e firmato con il nostro Paese a suo tempo.
Alla luce di tutte queste situazioni a dir poco sconcertanti e con un obiettivo politico unilaterale, non ci resta che mettere veramente in dubbio la nostra attitudine diplomatica, troppo accondiscendente e ingenua di fronte a una controparte più scaltra e opportunista. Se tutti questi dossier sia internazionali sia regionali sono così contestabili e irrealizzabili, senza che venga nemmeno rispettata la nostra sovranità nazionale, ci si chiede che senso abbia ancora restare e mantenere finanziariamente la Regio Insubrica.
I sottoscritti Deputati interrogano il Consiglio di Stato come segue:
Come valuta l’Esecutivo il rapporto di fiducia e collaborazione all’interno della Regio Insubrica, alla luce di tutti questi fatti?
A quanto ammonta il contributo cantonale annuale (ultimi 5 anni) alla Regio Insubrica?
Come viene suddiviso il contributo annuale e quali progetti va a sostenere? (ultimi 5 anni)
L’Esecutivo cantonale come valuta un’eventuale riduzione dei sostegni alla Regio Insubrica e/o un’eventuale uscita di scena, dopo tutte queste divergenze oramai insanabili?
*deputato UDC
coofirmatari: Gabriele Pinoja, Lara Filippini, Boris Bignasca e Andrea Giudic