POLITICA E POTERE
Facciamoci un... Wermuth. Dopo lo 'Ius Soli', il consigliere nazionale socialista sbrocca: “L’albanese e il serbo croato devono diventare lingue nazionali". E il presidente dell'UDC Marchesi ribatte: "Ecco la vera faccia de PS: demolire i valori svizzeri"
Secondo Cédric Wermuth, la Svizzera deve accettare l’idea che la storia dell’Albania o di altri paesi fa parte dell’identità di molte persone che non parlano solo francese, tedesco o italiano, e che non hanno nulla di diverso dagli abitanti dell'Emmenthal
BERNA – Il consigliere nazionale socialista argoviese Cédric Wermuth  è in chiara e palese ricerca di visibilità. Sarà per via che in estate le maglie della cronaca politica si allentano e c’è spazio per tutti. In ogni caso, dopo aver lanciato l’idea di introdurre lo ‘Ius soli’ – cioè il diritto alla cittadinanza per tutti coloro che nascono in Svizzera
– Wermuth si lancia in una nuova provocazione che sa tanto di sbroccata. “L’albanese e il serbo croato devono diventare lingue nazionali", ha scritto su Twitter. Poi, intervistato da Beobachter.ch, ha precisato che la Svizzera deve accettare l’idea che la storia dell’Albania o di altri paesi fa parte dell’identità di molte persone che non parlano solo francese, tedesco o italiano, e che non hanno nulla di diverso dagli abitanti dell'Emmenthal.

Come già sul tema ‘Ius Soli’, anche in questo caso si è innescato un duello a distanza tra il deputato socialista e il presidente dell’UDC ticinese, Piero Marchesi, che su Facebook scrive: "L'albanese e il serbo croato devono diventare lingue nazionali" questa è l'opinione del socialista Wermuth. La vera faccia de PS svizzero è questa: demolire i valori svizzeri, facilitare ancora di più l'accesso alla cittadinanza svizzera, regalarla a chi nasce su suolo svizzero (Ius soli) e relegare le tradizioni, i costumi e le lingue indigene a puro contorno. Queste persone vogliono smontare pezzo per pezzo il Paese che hanno costruito i nostri padri e nonni, senza rispetto per il passato e la storia e gettarlo nella pattumiera. Alle prossime elezioni il popolo dimostrerà loro da che parte sta”.

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