Il presidente del PPD all'attacco: "Ritengo che i politici federali debbano scegliere senza tentennamenti la sola cittadinanza svizzera. Ma basta con questo can can"

Secondo i canoni riconosciuti io sono ticinese e svizzero al 100%.
Fiero di esserlo. E posso in tutta tranquillità affermare di amare il mio Paese almeno tanto quanto un Lorenzo Quadri e compagnia cantante.
La mia famiglia è da secoli che vive in Val Bavona e in Val Lavizzara.
Le pergamene che trovi negli archivi del mio comune e del patriziato attestano inequivocabilmente che il DNA dei miei avi è stato forgiato sugli alpi della valle, che sono tra i più duri e poveri dell'intero arco alpino.
Ma non per questo faccio can can, propongo l’epurazione italica o mi credo anche solo di un millimetro migliore di chi ha origini bergamasche o della Sardegna.
In questi giorni imperversa la polemica sul doppio passaporto. A scanso di equivoci ritengo che i politici federali debbano scegliere senza tentennamenti la sola cittadinanza svizzera.
E questo semplicemente perché rappresentano la Svizzera nei confronti del resto del Mondo e hanno degli obblighi indissolubili verso le nostre leggi, i nostri interessi e i cittadini.
Ma da lì a considerare di serie B i cittadini che hanno mantenuto anche la cittadinanza dei loro nonni e dei loro genitori ce ne corre parecchio.
Chi oggi fa can can dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: è l'italiano che dà fastidio, tanto lo sanno anche i sassi che sparare su tutto quanto odora di Italia conviene e tira voti.
Ma prima di fare la morale a tutti e lanciare iniziative, coerenza impone di guardarsi bene allo specchio e iniziare a fare l'elenco pubblico della provenienza dei propri nonni, madri, morose, mogli, compagni dichiarati e anche quelli nascosti e che non si ha il coraggio di esporre alla luce del sole...
Una volta pubblicato questo elenco bene bene in vista, poi potremo discutere in completa trasparenza e onestà anche la questione del doppio passaporto e della doppia nazionalità.
*presidente PPD