POLITICA E POTERE
Lorenzo Quadri sul nostro articolo sul caso Caverzasio: "Caro Bazzi, una boutade antileghista. Chi non rispetta quelle che tu chiami le regole del ring? Deludente...". E una breve risposta: "Caro Quadri, il mio era semplicemente un invito al rispetto per
Il direttore del Mattino: "Lasciami dire che trovo sorprendente, in negativo, la tua presa di posizione pubblicata ieri su LiberaTV sulla Lega brutta e cattiva e seminatrice di odio..."
foto: TiPRess/Samuel Golay
ANALISI

Daniele Caverzasio, l'uomo, il politico, la sofferenza, la macchina del fango... Un caso emblematico che ci impone di riflettere sul valore del RISPETTO. Questa è la lezione che dobbiamo imparare tutti. In particolare coloro che, ancora oggi, insultano, i

02 SETTEMBRE 2017
ANALISI

Daniele Caverzasio, l'uomo, il politico, la sofferenza, la macchina del fango... Un caso emblematico che ci impone di riflettere sul valore del RISPETTO. Questa è la lezione che dobbiamo imparare tutti. In particolare coloro che, ancora oggi, insultano, i

02 SETTEMBRE 2017
di Lorenzo Quadri * (da Facebook)

Caro Marco Bazzi,

lasciami dire che trovo sorprendente, in negativo, la tua presa di posizione pubblicata ieri su LiberaTV sulla Lega brutta e cattiva e seminatrice di odio. Riflessione fatta a margine - ma poi nemmeno tanto a margine - di un, ovviamente sacrosanto, invito a rispettare la vita privata di Daniele Caverzasio (così come quella di qualunque altro).

Eh già: sostenere tesi sgradite ai fautori del pensiero unico politikamente korretto, multikulti e spalancatore di frontiere significa "seminare odio". Questa storiella lasciala raccontare ai moralisti a senso unico, ai BrutTicino di turno. È una fregnaccia e lo sai.

Non una parola, per contro, su chi da anni semina odio denigrando come razzista e fascista chi osa opporsi al dogma dell'immigrazione incontrollata e del lecchinaggio all'UE.

Non una parola su chi da settimane utilizza senza vergogna la vita privata di Caverzasio con il preciso obiettivo di nuocergli: e il primo a montare la panna, ma guarda un po', è stato un portale di sinistra (proprio quella parte politica che si spaccia per aperta e tollerante quando invece è l'esatto contrario).

Non una parola sui finti moralisti che si riempiono la bocca con il "rispetto in politica" e poi arrivano addirittura ad inventarsi frottole sulla vita privata degli odiati nemici sperando di infangarli. E queste cose non è di certo la Lega a farle.

Chi non rispetta quelle che tu chiami le regole del ring?

Deludente, davvero.

Spero che almeno la boutade antileghista sia stata pagante in termini di click.

* direttore del Mattino

Una breve risposta

di Marco Bazzi

Caro Lorenzo Quadri,

mi pare che tu non abbia ben compreso il senso del mio articolo, che era semplicemente un invito al rispetto per le persone. Qualsiasi cosa pensino, dicano o facciano. Sul piano politico e su quello della vita quotidiana. Il che non significa assolutamente – se parliamo dei media o dei partiti - rinunciare alla critica, o a portare alla luce bugie o contraddizioni.

Sono partito dal caso che coinvolge Daniele Caverzasio per dire che potrebbe essere, per tutti, e non solo per il giornale che dirigi, spunto per una lezione. La ‘macchina del fango’ non dovremmo accenderla mai.

Qui non si tratta di dare patenti di bontà o di malvagità, di dire chi è nel giusto e chi sbaglia. Come tu sai, si possono combattere le tesi degli avversari senza il bisogno di irriderli o insultarli o metterli alla berlina. È una questione di toni, di stile, e di rispetto, appunto.

I social network e i blog hanno diffuso in questi anni in molta gente la convinzione che si può scrivere di tutto su tutti, dando spesso sfogo a rabbia e frustrazione. I politici e i giornalisti, in particolare le testate che fanno riferimento a partiti o ad aree di pensiero, devono secondo me fare una profonda riflessione e mettere, sopra a tutto, il principio del rispetto per gli altri. Il gioco si sta facendo molto pericoloso ed è tempo di darsi delle regole chiare. In questo senso scrivevo che “se vogliamo costruire una società civile, il confronto di idee può essere vigoroso, anche violento, ma deve sempre rimanere all’interno di regole condivise. Le regole del ‘ring’, se vogliamo usare la metafora del pugilato, o del ‘tatami’, se vogliamo usare quella delle arti marziali. Ci vogliono regole, sempre e comunque”

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