POLITICA E POTERE
Civica a scuola, il voto ticinese fa breccia in Italia. Il direttore del Corriere della Sera rispondendo a un lettore: “È dal 1958, quando Aldo Moro decise di introdurre l’insegnamento di Educazione civica nelle scuole medie superiori, che il problema di
Luciano Fontana: "Siamo arrivati alla materia 'Cittadinanza e Costituzione', senza un orario assegnato, affidata alla sensibilità dell’insegnante. Non sarebbe male che anche i nostri ragazzi possano studiare e capire di cosa stiamo parlando"
MILANO - La civica a scuola fa breccia anche in Italia, o quantomeno il voto ticinese fa discutere anche oltre confine. Un lettore del Corriere della Sera, Antonio Bovenzi, scrive al direttore del quotidiano milanese, Luciano Fontana, e la lettera finisce sulla home page del portale Corriere.it.

"Caro direttore,

nel Canton Ticino, grazie a un referendum popolare promosso da un imprenditore italiano (Alberto Siccardi, ndr), gli studenti delle scuole medie e delle superiori dovranno studiare educazione civica come materia separata da storia. Non pensa che forse sarebbe il caso di reintrodurre tale materia anche nell’ordinamento scolastico italiano?”.

Caro signor Bovenzi, gli risponde Fontana, “é dal 1958, quando Aldo Moro decise di introdurre l’insegnamento di Educazione civica nelle scuole medie superiori, che il problema di questa «materia fantasma» si ripropone con regolarità.

Le tante riforme che si sono succedute in questi decenni (sembra che l’attività di ogni governo sia quella di riformare la scuola, senza neppure dare il tempo ai cambiamenti precedenti di essere attuati) hanno aggravato la situazione. Via via l’insegnamento, anche ridotto delle norme costituzionali, dei principi della convivenza civile è sparito del tutto. Siamo arrivati alla materia «Cittadinanza e Costituzione», senza un orario assegnato, affidata alla sensibilità dell’insegnante. Basta chiedere a qualche studente se ne ha sentito parlare…

Eppure in un momento in cui la discussione sui diritti e i doveri dei nuovi arrivati è così forte, in cui è diventato centrale il tema di quali sono i principi e i percorsi per diventare «italiani» non sarebbe male che anche i nostri ragazzi possano a scuola studiare e capire di cosa stiamo parlando. E per quanto riguarda la Costituzione, sarà anche «la più bella del mondo» ma è una bellezza che perlomeno non vogliamo far conoscere”.

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