POLITICA E POTERE
"Manuele Bertoli, rilassati e non mancarci di rispetto!". Piero Marchesi risponde dritto per dritto al direttore del DECS: "Non è accettabile che un ministro accusi i promotori del referendum di avere le menti contorte"
Polemica senza fine su La Scuola che verrà. Il presidente dell'UDC: "Bertoli, stia sereno, le garantisco che metteremo ancora più impegno nella raccolta firme dopo questa sua infelice uscita
©Ti-Press / Tatiana Scolari
di Piero Marchesi*

 

Il Consigliere di Stato e capo del DECS Manuele Bertoli non si dà pace. Il referendum su « La Scuola che verrà » lanciato dall’UDC con Area Liberale, con il sostegno di UDF e di diversi politici della Lega e del PLR, gli causa grossi mal di pancia e reazioni incontrollate. Tanto incontrollate da definire « menti contorte » chi ha osato lanciare una raccolta firme per mettere in discussione il « suo » progetto.

 

Bertoli dovrebbe conoscere i meccanismi della democrazia diretta, dove un cittadino che non condivide una decisione del Parlamento ha la facoltà d’invocare il referendum e chiamare il popolo al voto. Forse questo strumento è legittimo solamente quando ad usarlo è il partito del Consigliere di Stato? Qualche settimana fa proprio il PS, con altre formazioni, ha consegnato circa 7’000 firme contro la riforma fiscale e sociale approvata dal Parlamento. Loro possono, noi no.

 

« La scuola che verrà » a noi proprio non piace e anche molti docenti la avversano, ne abbiamo avuto conferma dalle molte telefonate, email e contatti personali di questi giorni proprio da questa categoria così toccata dal progetto. Bertoli, si fidi, molti docenti combattono la sua riforma, forse non in prima fila, ma nelle retrovie sono in molti.

 

Da tempo ci siamo dichiarati contro « La Scuola che verrà » perché è un progetto sbagliato, ideologico e controproducente. Invece di migliorare la preparazione dei nostri giovani e avvicinarli al difficile mondo del lavoro, saranno ancora più impreparati. Il nostro gruppo non è certamente rimasto con le mani in mano, ha proposto emendamenti, un’iniziativa parlamentare e una serie di critiche costruttive. Tutte rigorosamente bocciate.

 

Ora, che lei sia arrabbiato e offeso ci può anche stare, un Consigliere di Stato dovrebbe però essere sempre pronto a mettersi in discussione. Che poi si accusi chi lancia un referendum, più che legittimo vista la posta in gioco, di avere le « menti contorte », questo no. Non da una persona che ricopre una delle cariche politiche più importanti del Cantone.

 

Il rispetto, quello che lei ha preteso giustamente in più di un’occasione dovrebbe averlo anche per chi non la pensa come lei. La invito pertanto a rilassarsi, potremo dibattere del progetto una volta raccolte le firme, è inutile agitarsi ora.

 

Bertoli, stia sereno, le garantisco che metteremoancora più impergno nella raccolta firme, dopo questa sua infelice uscita.

 

*Presidente UDC

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