Non si vuole parlare, si legge ancora, di malagestione, ma… “perché se l’IPCT, cinque anni dopo aver imposto ai ticinesi – i quali, a meno che non siano essi stessi funzionari pubblici, devono già pagare per il risanamento delle loro, di casse pensioni – di versare mezzo miliardo per rimettere in sesto i conti della Cassa pensioni dello Stato, adesso arriva a chiedere altri 300 milioni, vuol dire che qualcuno ai piani alti dell’istituto previdenziale non è al suo posto!”. Ovvero, Vitta, afferma il settimanale senza tanti giri di parole.