Politica e Potere
20.01.2019 - 11:470

Accordo fiscale, "la storia infinita". Pantani e Romano non ci credono più

Per i due Consiglieri Nazionali, le parole del Ministro degli Esteri italiano sono solo "mantra per darci uno pseudo-contentino". Pantani chiede il blocco dei ristorni, Romano di vincolarli e rinegoziare il tutto

BERNA – L’accordo fiscale tra Italia e Svizzera verrà mai firmato? L’incontro di Cassis col suo omologo italiano ha fatto emergere le buone intenzioni rossocrociate, ma pochi sono convinti che sia la stessa cosa nella Penisola. Il Mattino ha posto la domanda a alcuni personaggi, e parecchio scettiche appaiono le prese di posizione dei Consiglieri Nazionali Roberta Pantani e Marco Romano.

La leghista: “si tratta davvero di una storia infinita. La Svizzera, pronta ad affrontare seriamente l’argomento, pensava che la controparte fosse altrettanto trasparente. Il Consiglio federale ha ingenuamente creduto che, firmando la famosa road map, l’Italia si sarebbe attenuta ai contenuti ed ai patti. Non è stato così e la dimostrazione è che a quasi quattro anni di distanza, siamo ancora in fase di stallo. L’Italia ha ottenuto senza batter ciglio ciò che voleva da parte nostra: ossia lo scambio di informazioni sui suoi cittadini che detenevano conti bancari non ufficiali nel nostro Paese, provocando, soprattutto in Ticino, una crisi del settore bancario, di cui sentiremo le conseguenze ancora per anni. Insomma: Svizzera disponibile (direi quasi calabraghe)… e l’Italia? Rimane attendista: non si sa di cosa, o meglio lo si sa benissimo”, scrive. “I “ci stiamo lavorando” o “manca poco alla firma” sono mantra da ripetersi all’infinito: per darci uno pseudo-contentino, per far vedere che il nostro Ministro degli Esteri lavora e per dare ai giornalisti spunti per riempire le pagine. Ma sono pronta a scommettere su un ulteriore prossimo nulla di fatto”. 

Chiede dunque il blocco dei ristorni.

Dello stesso avviso Marco Romano, del PPD: “A mio giudizio l’accordo andrebbe ridiscusso interamente. L’Italia deve chiarire a priori le divergenze interne tra Roma e le Regioni del nord, mentre la Svizzera esigere una tassazione minima dell’80% nel nostro Paese; il meccanismo del ristorno sparirà. Per ora il versamento dei ristorni va vincolato politicamente al finanziamento della progettazione e della realizzazione di infrastrutture transfrontaliere per il trasporto pubblico”.

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