POLITICA E POTERE
"I ristorni andavano bloccati". Dribbling di Marco Romano che si schiera con i ministri leghisti e contro la maggioranza del Governo (Beltraminelli compreso)
Il Consigliere Nazionale PPD: "Non è certamente una tattica convenzionale della diplomazia ma le ripetute esperienze degli ultimi anni con i vari Governi italiani obbligano ad azioni decise"
BELLINZONA - “Ma io i ristorni li avrei bloccati”. A qualche giorno della decisione del Consiglio di Stato di non congelare il riversamento all’Italia della quota dell’imposta alla fonte dei frontalieri, Marco Romano si smarca. Il Consigliere Nazionale PPD, infatti, si schiera con la minoranza del Governo - i leghisti Claudio Zali e Norman Gobbi - che volevano procedere al blocco. Di conseguenza, quindi, Romano esprime un parere diverso rispetto a quella del “suo” Consigliere di Stato, Paolo Beltraminelli, che ha votato con la maggioranza dei suoi colleghi.

 

Il deputato ha preso posizione in un lungo articolo pubblicato stamane sulla Regione: “Che fare con i ristorni? - scrive - Il Governo ha deciso e ha spiegato. Fiducia all’Italia con l’auspicio di trovare un’intesa per progetti transfrontalieri con le vicine Regioni. Obiettivo condiviso, ma avrei azzardato una tattica diversa per generare immediatamente una vera dinamica di dialogo operativo e non solo diplomatico. Il versamento dei ristorni andava congelato con l’invito alle Autorità italiane a sedersi subito a un tavolo di lavoro che coinvolgesse gli Stati centrali, Berna e Roma, e le autorità regionali di frontiera, il Ticino e la Lombardia”.

 

“Non è certamente una tattica convenzionale della diplomazia - concede Romano - ma le ripetute esperienze degli ultimi anni con i vari Governi italiani obbligano ad azioni decise. La situazione politica italiana è tanto instabile quanto ingarbugliata, le questioni regionali transfrontaliere non sono certamente in cima all’agenda politica. Non sarebbe stato un atto di scortesia, ma uno stimolo diretto a mettersi al lavoro. Il blocco sarebbe potuto terminare in pochi giorni, posate le basi per una reale trattativa bilaterale con formale mandato di negoziazione”.

 

“Vedremo - conclude Romano nel suo intervento sul quotidiano bellinzonese - se “l’azione di fiducia” del Governo ticinese darà gli esiti sperati. Nell’ottica di uno sviluppo di nuove dinamiche di collaborazione su progetti concreti, nella recente sessione estiva delle Camere federali, ho depositato una specifica mozione. Chiedo al Consiglio federale di compiere i passi necessari affinché tra Svizzera e Italia sia aperta una trattativa, che coinvolga attivamente le Autorità ticinesi, per sondare la possibilità di un nuovo accordo bilaterale per il finanziamento della progettazione e della realizzazione di infrastrutture transfrontaliere per il trasporto pubblico, utilizzando i ristorni dell’imposizione dei frontalieri. Alla luce della volontà espressa più volte in varie forme dalle Autorità ticinesi di creare nuove dinamiche di collaborazione tra Svizzera e Italia nella gestione del traffico transfrontaliero, una trattativa volta a trovare un nuovo accordo è un’opportunità da esplorare”

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