POLITICA E POTERE
Quadri: "Canone RadioTV: restituire alle economie domestiche il “tesoretto” da 600 milioni"
Il Consigliere Nazionale leghista presenta una mozione al Consiglio Federale per chiedere la restituzione dei soldi prelevati in esubero da Serafe tramite la fatturazione scaglionata

di Lorenzo Quadri*

Con la presente mozione, si chiede al Consiglio federale di stabilire che i 600 milioni di canone radiotelevisivo prelevati in esubero da Serafe nel 2019 tramite il sistema della fatturazione scaglionata, decisa in accordo con Ufcom, vengano restituirti alle economie domestiche invece di confluire indebitamente nelle casse della SSR.

 
Motivazione

Con il sistema di fatturazione parziale, e la suddivisione delle economie domestiche in 12 fasce di pagamento, per l’anno 2019 la Serafe riscuoterà dalle economie domestiche svizzere ben 600 milioni di Fr extra (1.9 miliardi invece di 1.3).

Il quotidiano (online) LeMatin ha descritto la situazione in un approfondito servizio pubblicato ad inizio febbraio:

https://www.lematin.ch/suisse/redevance-berne-encaisse-600-millions-prevu/story/10922347

Tale sistema di fatturazione è stato concordato con l’Ufcom nell’ambito dell’entrata in vigore della “nuova” Legge sulla radiotelevisione e del conferimento alla Serafe del mandato di riscossione del canone in precedenza attribuito alla Billag.

E’ sorprendente che, in quest’ambito, si siano spesi fiumi di parole sugli indirizzi sbagliati nelle fatture Serafe, ma ben poco sia stato detto a proposito del “tesoretto” da 600 milioni generato tramite il sistema di fatturazione in 12 scaglioni. Questo sistema permetterà alla SSR di disporre di 600 milioni di Fr in più per l’anno 2019 a scapito delle economie domestiche svizzere. Ciò è chiaramente inaccettabile. 

A questo si aggiunge la disparità di trattamento: ci sono infatti economie domestiche, quelle inserite nei gruppi di fatturazione degli ultimi mesi del 2019, che si troveranno a pagare quasi un anno di canone in più. Secondo indicazioni dell’Ufcom, la suddivisione è avvenuta in modo casuale.

Quanto versato in eccesso non sarà di fatto mai restituito, dal momento che l’obbligo di pagare il canone non giunge mai a termine, essendo quest’ultimo stato trasformato in una tassa pro-SSR.

La SSR non può beneficiare di 600 milioni di Fr prelevati indebitamente dalle tasche dei cittadini, per quanto con l’accordo dell’Ufcom. A maggior ragione se si considera che l’emittente pubblica, nell’ambito della votazione sull’iniziativa “No Billag”, si è impegnata a risparmiare.

*Consigliere Nazionale Lega

 

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