A rendere particolarmente delicato l'appuntamento è quanto accaduto il 27 agosto a Belgrado, durante la precedente fase della Conference League

LUGANO – La partita tra Lugano e Stella Rossa di Belgrado, in programma il 15 ottobre per la fase a gironi della Conference League, approda in Gran Consiglio. Maurizio Canetta e i cofirmatari dell’interpellanza chiedono al Consiglio di Stato quali misure di sicurezza verranno adottate in occasione dell'arrivo a Lugano della squadra serba e, soprattutto, dei suoi tifosi.
A rendere particolarmente delicato l'appuntamento è quanto accaduto il 27 agosto a Belgrado, durante la precedente fase della Conference League. La curva della Stella Rossa ha esposto uno striscione in memoria di Ratko Mladić, morto pochi giorni prima, accompagnandolo con cori in suo onore. “Generale, eterna gloria e gratitudine”, recitava lo striscione.
Una manifestazione che ha suscitato forti polemiche anche perché, ricordano Canetta e cofirmatari, la stessa Stella Rossa ha successivamente rilanciato sui propri canali l'immagine dello striscione accompagnandola con l'emoji del saluto militare, “lasciando intendere di condividere quanto apparso sullo striscione”.
Mladić, comandante dell'esercito della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina durante la guerra nell'ex Jugoslavia, è stato condannato all'ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Il suo nome resta legato in particolare al massacro di Srebrenica, nel quale furono uccisi circa ottomila uomini e ragazzi musulmani, e all'assedio di Sarajevo.
Secondo i firmatari, esiste dunque il rischio concreto che i tifosi della Stella Rossa possano approfittare della trasferta ticinese e del palcoscenico internazionale per riproporre una manifestazione analoga. Nell'interpellanza viene inoltre ricordato che la UEFA sta esaminando quanto accaduto a Belgrado e che già nel 2017 il club serbo era stato confrontato con sanzioni in seguito a un episodio simile.
Canetta e cofirmatari precisano di essere “perfettamente coscienti” che Governo e Parlamento non hanno facoltà di intervenire direttamente su un evento privato organizzato nell'ambito delle competizioni UEFA. Ma sottolineano che la responsabilità organizzativa ricade sul FC Lugano e che la sicurezza deve essere garantita dalle forze dell'ordine.
Un'eventuale replica a Lugano dell'omaggio a Mladić avrebbe inoltre, sostengono, conseguenze che andrebbero ben oltre lo stadio: “Un episodio grave come quello accaduto a Belgrado sarebbe altamente negativo per l'immagine del Lugano e di Lugano, che si troverebbero al centro di un episodio destinato, se accadesse, a diventare virale ed essere diffuso sul piano internazionale”.
Non solo. Per gli interpellanti rappresenterebbe “un insulto pesante per le vittime di quei massacri e per tutte le persone che la Svizzera e il Ticino hanno accolto in seguito alla guerra nella ex Jugoslavia e alla persecuzione subita dai musulmani di Bosnia”.
Pur riconoscendo che non spetta al FC Lugano intervenire nei confronti della Stella Rossa, i deputati ritengono comunque “auspicabile” una pubblica presa di distanza dall'atteggiamento dei tifosi serbi e dalla posizione assunta dalla società.
Da qui le cinque domande rivolte al Consiglio di Stato:
Ha coscienza della delicatezza della partita Lugano-Stella Rossa del 15 ottobre alla luce dell’episodio avvenuto a Belgrado con l’esposizione di uno striscione in omaggio a Mladić da parte della curva dei tifosi serbi?
Quali misure intendono prendere le forze dell’ordine per impedire che striscioni o cori di sostegno a un criminale condannato dalla Corte dell’Aja come Mladić vengano esposti e gridati?
Sono pronte le nostre forze dell’ordine e il servizio di sicurezza dello stadio a far fronte a una situazione simile?
Sono previsti controlli accentuati per i tifosi della Stella Rossa che verranno a Lugano per la partita?
Sono in contatto le nostre forze dell’ordine con gli organismi del calcio europeo o con altre forze dell’ordine (Fedpol, ad esempio) per avere informazioni su movimenti e identità dei tifosi della Stella Rossa che hanno inscenato la manifestazione pro-Mladić?