Alain Bühler risponde al municipale socialista: "Senza l’UDC la magagna delle partecipate sarebbe rimasta nel cassetto"

LUGANO – “Raoul, Raoul, Raoul… hai la memoria corta”. Non si è fatta attendere la replica di Alain Bühler all’attacco lanciato dal municipale socialista Raoul Ghisletta contro l’UDC sul tema dei compensi versati ai membri dei Consigli di amministrazione delle società partecipate dalla Città (vedi articoli correlati). Ghisletta aveva accusato i democentristi di cavalcare la questione della trasparenza “in funzione elettorale”, invitandoli inoltre a fare chiarezza sul “dono dell’ubiquità” del proprio rappresentante nel CdA di AIL, Marco Chiesa, impegnato contemporaneamente in diverse funzioni professionali e politiche.
Bühler risponde con un commento su Facebook punto per punto, rivendicando il ruolo avuto dall’UDC nella revisione della governance delle partecipate luganesi e spostando l’attenzione sui compensi percepiti da esponenti socialisti.
Il deputato UDC e consigliere comunale a Lugano contesta innanzitutto la ricostruzione politica di Ghisletta. “Hai dimenticato quale partito e quale consigliere comunale ha preso in mano la mozione sulla governance e l’ha portata avanti, mentre per ben quattro anni nessuno degli altri partiti, PS compreso, lo aveva fatto?”, domanda Bühler. “Se non fosse stato per l’UDC e per il sottoscritto, oggi non si parlerebbe nemmeno di governance, perché sino a quel momento non c’era l’interesse a tirare fuori dal cassetto commissionale la magagna delle partecipate”.
Bühler indica nel 2016 il momento della svolta: “Solo quando l’UDC ha avuto un posto nella Commissione delle petizioni la macchina si è avviata”. Pur utilizzando toni durissimi, Bühler riconosce che il lavoro sulla governance è stato successivamente portato avanti con la collaborazione delle altre forze politiche.
“Abbiamo lavorato assieme, bisogna dirlo, per inquadrare la futura governance delle partecipate cittadine con l’obiettivo di rendere la loro gestione più trasparente. L’atto che ho depositato non è che un ulteriore passo in direzione di un principio di trasparenza che l’UDC sostiene da anni”, scrive Bühler.
La replica si concentra quindi su Marco Chiesa, tirato direttamente in ballo da Ghisletta per i numerosi incarichi ricoperti. “Per quanto riguarda Marco: oddio, è stato brillantemente eletto dai cittadini in Municipio e al Consiglio degli Stati e lavora pure?! Che scandalo…”, ironizza Bühler. L’esponente UDC sostiene inoltre che Chiesa sarebbe “uno dei membri meno pagati del CdA di AIL”. Da qui il contrattacco rivolto al PS e, in particolare, a Filippo Zanetti, vicepresidente di AIL e copresidente della sezione socialista luganese.
“Il buon Zanetti, tuo copresidente, si cucca tra i 70mila e gli 80mila franchi soltanto nel primo semestre del 2026. Salute!”, scrive Bühler. “Vogliamo poi parlare della tua predecessora? AET, SUPSI, USI, Ente autonomo CPA Lugano-Canobbio, eccetera. Di cosa vuoi parlare, quindi?”.