POLITICA E POTERE
Compensi nelle partecipate, l’UDC vuole mettere tutto nero su bianco
Mozione di Alain Bühler e cofirmatari: nome e compenso di ogni membro dei CdA e dei direttori generali dovranno essere pubblici. “La trasparenza deve diventare uno standard”
TiPress / Samuel Golay

LUGANO – Dopo le discussioni delle ultime settimane sui compensi ai vertici delle società partecipate dalla Città, la questione della trasparenza approda formalmente sui banchi del Consiglio comunale. Alain Bühler (UDC) e cofirmatari hanno presentato una mozione che chiede a Lugano di introdurre una regola generale e permanente sulla pubblicazione delle remunerazioni degli organi superiori delle proprie partecipate.

Il principio proposto è molto concreto: quando una società è interamente o parzialmente in mano pubblica, secondo i firmatari non è sufficiente conoscere il costo complessivo dei suoi organi. Per ogni membro del Consiglio di amministrazione dovrebbe essere pubblicato, con nome e cognome, quanto percepito complessivamente, indicando anche le principali componenti del compenso e le eventuali indennità legate a presidenze, commissioni o altri incarichi societari.

Lo stesso principio dovrebbe valere per il CEO, direttore generale o massimo responsabile operativo, del quale verrebbero pubblicati nome e remunerazione annua complessiva, con le sue principali componenti. Per gli altri membri della Direzione, invece, la mozione prevede soltanto la pubblicazione dell’importo complessivo in forma aggregata.

Bühler e cofirmatari precisano che la proposta non intende stabilire quanto debbano guadagnare amministratori e dirigenti, né mettere in discussione il principio secondo cui responsabilità, competenze e impegno vadano adeguatamente remunerati. L’obiettivo è un altro: fare in modo che gli importi corrisposti dalle società partecipate siano conosciuti attraverso dati ufficiali, completi e pubblicati secondo criteri uniformi, anziché emergere attraverso indiscrezioni, informazioni frammentarie o ricostruzioni parziali.

La mozione distingue inoltre tra le società nelle quali Lugano dispone dei voti necessari per modificare gli statuti e quelle nelle quali la Città non dispone autonomamente della maggioranza necessaria. Nel primo caso si chiede di introdurre nello statuto il principio della pubblicazione annuale delle remunerazioni; nel secondo, di proporre agli altri azionisti la stessa regola e sostenerne l’approvazione nelle assemblee generali.

L’intento è fare della trasparenza dei compensi uno standard stabile per l’insieme delle partecipazioni della Città e non una misura legata alle circostanze o a singoli casi. Una regola fissata negli statuti, sostengono i firmatari, permetterebbe inoltre a chi accetta un incarico di sapere fin dall’inizio quali informazioni relative alla propria remunerazione saranno rese pubbliche.

I firmatari insistono anche sulla distinzione tra la sfera privata e il compenso ricevuto per una funzione esercitata all’interno di una società partecipata. “La trasparenza proposta con la presente mozione non riguarda il reddito privato, il patrimonio, la situazione fiscale o altri elementi appartenenti alla sfera personale delle persone interessate”. Riguarda esclusivamente quanto viene corrisposto per l’esercizio della funzione.

Nel concreto, la mozione chiede al Municipio otto interventi:

1. nelle società interamente detenute dalla Città e in quelle nelle quali Lugano dispone dei voti necessari, avviare senza indugio i passi societari per inserire nello statuto la pubblicazione annuale delle remunerazioni;
2. nelle società in cui la Città non dispone autonomamente dei voti necessari, proporre agli altri azionisti e agli organi competenti lo stesso principio e sostenerne l’approvazione;
3. pubblicare, con nome e cognome, la remunerazione complessiva percepita da ciascun membro del Consiglio di amministrazione, indicando le principali componenti e le eventuali indennità connesse a funzioni, presidenze, commissioni o altri incarichi societari;
4. pubblicare, sempre con il nome, la remunerazione annua complessiva del CEO, direttore generale o massimo responsabile operativo, con l’indicazione delle principali componenti;
5. pubblicare in forma aggregata la remunerazione complessivamente corrisposta agli altri membri della Direzione generale;
6. rendere disponibili annualmente queste informazioni nel rapporto di gestione, nel rapporto annuale, nel rapporto sulle partecipazioni o in un altro documento ufficiale liberamente accessibile al pubblico;
7. presentare i dati secondo criteri uniformi e comparabili nel tempo, includendo per quanto possibile il confronto con l’esercizio precedente;
8. applicare questi principi in maniera coerente all’insieme delle partecipazioni societarie della Città, tenendo conto delle diverse quote detenute e delle possibilità d’intervento che ne derivano.

La mozione ribadisce infine che non si chiede alla politica di determinare il livello delle remunerazioni né di interferire nella gestione operativa delle società. La richiesta riguarda esclusivamente la loro trasparenza. “Altre realtà pubbliche svizzere hanno dimostrato da anni che questo modello è possibile e compatibile con una gestione imprenditoriale professionale. Non vi sono ragioni perché Lugano debba perseguire standard inferiori”.

  

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