Il partito cantonale ha presentato la candidatura del senatore alla Commissione di selezione dell'UDC Svizzera. Chiesa ha dato la propria disponibilità. "La Svizzera deve rimanere la Svizzera. Libera, indipendente e sicura"

LUGANO – Ora è ufficiale: l'UDC Ticino propone Marco Chiesa per il Consiglio federale. Il partito cantonale ha annunciato oggi di aver presentato formalmente la candidatura del consigliere agli Stati alla Commissione di selezione dell'UDC Svizzera. Chiesa ha accolto la proposta e dato la propria disponibilità a entrare nel Governo federale.
Una decisione che l'UDC ticinese definisce "importante", maturata nella consapevolezza delle responsabilità che comporta una carica nell'Esecutivo nazionale e sostenuta con convinzione dalla sezione cantonale.
Nel comunicato, il partito ripercorre la carriera politica di Chiesa, dal Consiglio comunale al Gran Consiglio ticinese, dal Consiglio nazionale al Consiglio degli Stati, ricordando in particolare la presidenza dell'UDC Svizzera, esercitata dal 2020 al 2024. Un'esperienza che, sottolinea la sezione ticinese, gli ha permesso di approfondire la conoscenza delle diverse realtà regionali e linguistiche della Confederazione.
L'UDC evidenzia anche il percorso professionale di Chiesa, con responsabilità dirigenziali nel settore sociosanitario, e il suo attuale incarico di municipale di Lugano, dove dirige il Dicastero finanze, affari giuridici e informatica.
Sul piano politico, la candidatura viene accompagnata da un messaggio che richiama i valori tradizionali del partito: "La Svizzera deve rimanere la Svizzera. Libera, indipendente e sicura. Un Paese fedele alla propria identità, alle proprie istituzioni e ai valori che ne hanno garantito la stabilità e la prosperità".
Ma nella scelta dell'UDC Ticino c'è anche una precisa considerazione legata agli equilibri regionali e linguistici del Governo federale.
"La voce del Ticino merita di essere ascoltata e compresa anche ai massimi livelli delle istituzioni federali", sottolinea il partito, spiegando che la candidatura di Chiesa intende contribuire a garantire, nel medio termine, la continuità della presenza ticinese in Consiglio federale.
Un riferimento alla rappresentanza della Svizzera italiana nell'Esecutivo nazionale, oggi assicurata da Ignazio Cassis.
Il partito precisa tuttavia che non si tratta soltanto di una questione regionale. La candidatura di Chiesa viene presentata soprattutto come una disponibilità a lavorare per l'intera Confederazione, nel rispetto delle diversità linguistiche e culturali, della collegialità e delle responsabilità istituzionali.
"In un periodo segnato da incertezze internazionali e da importanti sfide interne, la Svizzera ha bisogno di persone capaci di difendere con fermezza le proprie convinzioni, ma anche di ascoltare, dialogare e costruire soluzioni condivise", si legge nel comunicato.
L'UDC Ticino ringrazia infine Chiesa per aver accolto la proposta e gli assicura il pieno sostegno nel percorso di selezione, che si svolgerà secondo le procedure e le competenze degli organi nazionali del partito.
La candidatura ticinese è dunque formalmente sul tavolo dell'UDC Svizzera. Saranno ora gli organismi nazionali del partito a esaminarla nell'ambito della procedura che porterà alla scelta dei candidati per l'elezione del nuovo consigliere federale.