SALUTE E SANITÀ
Uno su otto all'ospedale. Crescono i contagi da HIV
L'Ufficio federale della sanità pubblica le statistiche. Crescono i contagi per le malattie sessualmente trasmissibili. Nel 2011 la spesa ospedaliera è aumentata di 24 miliardi

BERNA - Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono in aumento in Svizzera. Lo indica l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), che pubblica oggi i dati relativi ai primi sette mesi dell'anno. Il fenomeno non riguarda solo i casi dichiarati di sifilide, gonorrea e clamidia, ma anche le diagnosi relative all'HIV.

Nel periodo in esame sono stati contabilizzati 364 nuovi casi di contagio da HIV (353 nello stesso periodo del 2011), virus responsabile dell'Aids. Stando ad alcune proiezioni, entro la fine dell'anno potrebbe verificarsi un aumento compreso fra il 3% e l'8% rispetto allo scorso anno (562 diagnosi). 

Mentre il numero di persone infettate dall'HIV per via eterosessuale resta costante di anno in anno, per la prima volta dal 2008 sono in crescita i casi dichiarati fra gli uomini con rapporti omosessuali. In questa categoria di persone non si è mantenuta la tendenza al ribasso, rileva l'UFSP nel suo bollettino.

Per quanto riguarda la sifilide, i casi accertati nei primi sette mesi dell'anno sono 287, contro 267 nello stesso periodo del 2011. L'aumento di contagi sull'arco di un anno potrebbe raggiungere il 3-7%, sottolinea l'UFSP.

I dati sugli ospedali

Intanto, nel 2011, una persona su otto (12,4%) è stata ricoverata almeno una volta in ospedale. Le degenze nei nosocomi elvetici sono state complessivamente 1,36 milioni, con una crescita dell'1,4% rispetto al 2010. Parallelamente sono aumentati anche i costi complessivi, oltrepassando i 24 miliardi di franchi.

In totale, 935'384 persone sono state curate in un ospedale. La maggioranza dei pazienti (87,7%) è stata ricoverata per trattamenti acuti, il 5,3% in psichiatria e il rimanente 7% in strutture geriatriche e per la riabilitazione, precisa ancora l'UST.

Le ferite e altri tipi di trauma, soprattutto le fratture degli arti, sono la causa principale delle degenze degli uomini dai 15 ai 69 anni (65'700 casi). Presso le donne della stessa classe di età, i ricoveri nosocomiali sono riconducibili essenzialmente ai parti e alle gravidanze (96'700 casi).

Altro dato interessante: nel 2011 la durata media dei ricoveri ospedalieri è stata di 7,5 di giorni, in leggera diminuzione rispetto all'anno precedente (-0,2 giorni): se le ospedalizzazioni in strutture per cure acute sono cresciute dello 0,2%, parallelamente sono calati i ricoveri in psichiatria e altri servizi (-0,3%).

Per quanto riguarda i dipendenti, l'anno scorso 181'282 persone - di cui 140'950 a tempo pieno - lavoravano negli ospedali, con un lieve incremento (1,1%) degli effettivi rispetto al 2010. Il 79% dell'organico era impiegato in strutture che offrono cure generali.

I medici rappresentavano l'11% dei dipendenti, gli infermieri il 42%. Se tra i dottori la quota di donne era pressoché identica a quella degli uomini, tra il personale curante la percentuale era nettamente superiore (83%). Il 60,7% dei medici aveva inoltre il passaporto svizzero, il 24,1% era di nazionalità tedesca, il 5,1% francese o italiana e il restante 10% di altra nazionalità.

Infine, le spese complessive degli ospedali sono aumentate del 3,4% rispetto al 2010, attestandosi a 24,1 miliardi di franchi, il 63,6% dei quali riconducibili a costi per il personale.

ATS 

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