L'invasione degli ultrabatteri potrebbe presto fare più paura del riscaldamento globale e delle minacce terroristiche

LONDRA - Per la prima volta nel 2008 alcuni scienziati dell'Università di Cardiff, in Galles, hanno identificato dei superbatteri, il cui nome, Ndm-1, fa quasi paura. Infatti i nuovi batteri che dispongono di questa proteina nel proprio armamentario biologico, sono in grado di resistere alla maggior parte degli antibiotici usati tradizionalmnete. Da notare, che negli ultimi 10 anni la percentuale di Enterobacteriaceae, famiglia di circa 70 microrganismi, fra cui anche l'E. Coli, presente normalmente nel tratto intestinale dell'uomo, resistenti agli antibiotici, è quadruplicata, passando dall'1,2% al 4,2%. L'istituto superiore della sanità britannico ha deciso così di iscrivere questo tipo di pericolo nel Registro dei rischi nazionali, un elenco che include calamità naturali e attacchi terroristici. Sono troppi i "microrganismi corazzati" e troppo poche le contromisura per fronteggiarli. "Una bomba ad orologeria pronta a scoppiare tra le mani dei governi, se non investiranno nello sviluppo di nuovi antibiotici", afferma Sally Davies, responsabile dell'Istituto Dame. Se le aziende farmaceutiche non si sbrigheranno a far uscire dai loro laboratori dei nuovi antibiotici, nei prossimi anni le nuove molecole potranno avere via libera, e su tutto il Pianeta si faranno avanti dei micororganismi, che potrebbero rendere fatali le conseguenze di un semplice intervento chirurgico e anche creare più paura del riscaldamento globale e delle minacce terroristiche.