Kathya Bonatti, docente di sessuologia, è favorevole alla proposta del deputato ginevrino Antonio Hodgers perché “l’aborto è un graffio per l’anima”

BERNA/LUGANO - Pillola gratis fino ai 20 anni. È questa la proposta inoltrata da Antonio Hodgers, consigliere nazionale dei Verdi. Il deputato ginevrino ha chiesto in una mozione che lo Stato finanzi i metodi contraccettivi delle adolescenti fino all’età di 20 anni. Le ragazzine potrebbero così ottenere gratuitamente pillola, spirale e pillola del giorno dopo.
Un tema scottante quello della distribuzione dei contraccerttivi tra i giovani, che suscita da sempre dibattiti di ogni genere. Questa proposta va ad aggiungere quindi un tassello al grande tema controverso, suscitando reazioni sia positive che negative.
Grazie a quest’azione in favore delle adolescenti sarebbe possibile diminuire il numero di gravidanze in età minorile e gli aborti. È questa la principale motivazione che ha spinto Hodgers a prendere l’iniziativa. Tuttavia non mancano opinioni contrastanti, come quella dell’associazione Aiuto aids svizzero, che critica la proposta sottolineando che il deputato non menziona i preservativi, dimenticando così i possibili rischi che si possono incontrare in materia di malattie sessualmente trasmissibili.
Un discorso quindi ampio, che prende in considerazioni più dimensioni, dalla realtà economica a quella sociale. Un punto centrale è senz’altro la tematica dell’aborto. Bisogna notare che negli ultimi anni il numero di interruzioni di gravidanza è diminuito: secondo i dati dell’Ufficio del Medico cantonale, il numero di aborti complessivo, che comprende anche le donne non domiciliate nel cantone, è sceso da 646 nel 2011 a 530 nel 2012. Anche a livello nazionale, come lo si legge dall’Ufficio federale di statistica, il dato è in netto calo: nel 2012 le interruzioni di gravidanza in Svizzera sono state 10’853, contro 11’100 l’anno precedente.
Questa proposta potrebbe dunque essere un incentivo a questo calo o presenterebbe troppo costi? Ne abbiamo parlato con Kathya Bonatti, sessuologa e docente di sessuologia forense all’Università la “Sapienza” di Roma.
Cosa ne pensa della proposta?
"Sono assolutamente d’accordo. Perché un aborto è un graffio per l’anima. Le ragazze giovani inconsapevoli possono scegliere per motivi economici, o per vergogna, di non utilizzare metodi contraccettivi. Distribuire gratuitamente i contraccettivi è un’ottima iniziativa che permetterebbe di prevenire la sofferenza e i rischi di destabilizzazione".
I costi che dovrebbe affrontare lo Stato non sarebbero troppi?
"No, perché i costi della pillola vengono coperti dalla prevenzione del disagio della madre e del nascituro. Infatti bisogna ricordare che se non si prevengono le gravidanze indesiderate i soggetti a rischio sono due: la madre e il bambino. Prevenire le gravidanze è un atto saggio dal punto di vista psicologico, sociologico e economico. Anche dal punto di vista della sanità e delle malattie è un ottimo investimento, fatto per garantire un livello di vita adeguato, che evita i costi medici di eventuali disturbi. Una spesa quindi sicuramente rimborsata".
Gli aborti sono calati negli ultimi anni (da 646 nel 2011 a 530 nel 2012), questa decisione potrebbe aiutare a abbassarne ancora il numero?
"Potrebbe essere un nuovo incentivo: tutto ciò che protegge le gravidanze indesiderate è a favore del benessere della qualità di vita della giovane e del bambino, che altrimenti si troverebbe con una madre inadeguata a svolgere un tale ruolo, rischiando di conoscere gravi danni psicologici e affettivi che possono sfociare in malattie psicosomatiche".
Il fatto di dare gli anticoncezionali gratis secondo lei non stimola le giovani ad avere relazioni sessuali precoci?
"No perché la scelta avviene ancora prima, e dipende da molti fattori, dai mass media, dalla cultura, eccetera. Se una persona sente il bisogno di avere relazioni sessuali non è perché gli è stata distribuita la pillola gratis. Una tale azione può solo aiutare a prevenire. Certo, se a questo si accompagnasse un’educazione all’affettività e alla sessualità sarebbe l’ideale".
Il fatto che non vengano menzionati i preservativi nella domanda del consigliere ginevrino non rischia di sminuire i pericoli del sesso non protetto?
"Sono favorevole anche alla distribuzione gratuita dei preservativi: anche questo aiuta il discorso della prevenzione delle gravidanze. In più aiuterebbe a prevenire le malattie sessualmente trasmissibili. Bisognerebbe fare entrambe le cose. I soldi li si avrebbero indietro evitando i danni alla salute, per non parlare dell’hiv, oltre ai danni emotivi e relazionali".