SALUTE E SANITÀ
Ospedali: cambio di rotta! Beltraminelli: “I poli specialistici saranno due”
Il direttore del DSS Paolo Beltraminelli ha annunciato nel pomeriggio il clamoroso cambio nella strategia ospedaliera. Altre 5 strutture di cure acute verranno invece trasformate in istituti di cura

BELLINZONA – Due ospedali invece che uno solo. È quanto annunciato nel pomeriggio dal ministro Paolo Beltraminelli in  occasione della conferenza stampa per la presentazione della nuova pianificazione ospedaliera. Un cambio di rotta radicale che prevede il rafforzamento parallelo dei centri di Lugano e Bellinzona. 

Un cambio di rotta strategico radicale, probabilmente figlio delle tante pressioni giunte dal Bellinzonese e dal Sopraceneri in generale che denunciavano un Ente ospedaliero sempre più, o quasi solo, focalizzato nel centro luganese. I due ospedali fungeranno entrambi da poli cantonali, ma per specializzazioni differenziate. 

A Lugano, tra le tante specializzazioni presenti, si punterà in particolare su neurologia, neurochirurgia, oftalmologia e chirurgia vascolare, mentre il San Giovanni di Bellinzona svilupperà ancora maggiormente l’oncologia, la dermatologia e la chirurgia toracica. In questo modo, sostiene Beltraminelli, la medicina ticinese potrà assicurare la sua competitività a livello nazionale, anche in virtù della libera scelta del fornitore di prestazioni anche fuori cantone in vigore da inizio 2012.
Nel campo delle specializzazioni è stato comunicato che all'OBV di Mendrisio sono previste ortopedia e geriatria acuta, proprio come per i due ospedali locarnesi, mentre alla Clinica Luganese si avrà urologia e geriatria acuta.  All’Ars medica andrà l’ortopedia e chiaramente al Cardiocentro la cardiologia e la cardiochirurgia.
I nosocomi di di Faido e Acquarossa, la clinica Varini di Orselina, l’ospedale malcantonese e la clinica San Rocco verranno invece trasformati da strutture di cure acute in Istituti di cura.

Durante la conferenza sono state inoltre presentate alcune collaborazioni tra pubblico e privato, come quella tra l’Ospedale di Locarno e il Santa Chiara, che ha l’obiettivo finale di arrivare ad avere un ospedale unico locarnese, anche se inizialmente la collaborazione riguarderà unicamente l’ambito della ginecologia e della neonatologia. Specializzazioni queste ultime che vedranno unire gli sforzi anche tra Ospedale regionale di Lugano e Clinica Sant’Anna.

Per le cure post e sub-acute, sono previsti 60 posti nel Bellinzonese e Valli (Acquarossa, Sementina e inizialmente anche Faido), 60 posti nel Locarnese e Valle Maggia (Cevio, Orselina e Locarno), 120 posti nel Luganese (Clinica San Rocco, Castelrotto e Sonvico) e 30 posti nel Mendrisiotto (Mendrisio o Arzo).
Da un punto di vista finanziario gli interventi avranno un costo tra i 12 e i 15 milioni in più all'anno, che verranno suddivisi tra Cantoni e Comuni, ma allo stesso tempo, grazie alle ottimizzazioni e alle concentrazioni, è previsto un risparmio pari a 18 milioni.  
red

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