SALUTE E SANITÀ
Pazienti sottoposti a interventi non necessari pur di far cassa? “Problema di appropriatezza, ma nessuno sa definire quale sia il ‘giusto’ tasso operatorio”
Secondo comparis un quinto del personale che lavora in sala operatoria ammette che vengono svolte operazioni non necessarie. La parola a Domenighetti esperto di economia sanitaria

ZURIGO/LUGANO – Un quinto del personale ospedaliero che lavora in sala operatoria, secondo un sondaggio effettuato da comparis.ch, ammette che vengono anche svolte operazioni non necessarie. Un risultato non di poco conto visto che da anni sono proprio i costi ospedalieri a far lievitare le uscite del sistema sanitario svizzero. Abbiamo quindi chiesto l’opinione del professor Gianfranco Domenighetti esperto di economia sanitaria che da anni si occupa della tematica.

Il sondaggio, ha spiegato comparis.ch, ha coinvolto 350 medici e infermieri di sala operatoria sparsi nell’intera Svizzera. Ne è risultato che fra i dottori il 18% ha dichiarato di aver “la sensazione che alcune operazioni non sarebbero state necessarie dal punto di vista medico”. Affermazione che ha trovato l’appoggio del 24% degli infermieri intervistati. Sempre su richiesta del sito di comparazione, l’Ufficio federale di statistica ha poi analizzato per la prima volta i dati disponibili sulle operazioni effettuate in Svizzera, ne è risultato che dal 2003 al 2012 sono aumentate in modo consistente le operazioni più redditizie, come le protesi a ginocchio, anca e schiena.

Una inflazione di operazioni che secondo i sondaggisti sarebbe al centro delle critiche degli stessi medici, come ben dimostra la dichiarazione del presidente della Società svizzera di chirurgia Ralph Alexander Schmid, secondi cui “si rendono i pazienti più malati di quello che sono realmente pur di generare prestazioni”.

Ma è davvero così? È la domanda che abbiamo girato a Domenighetti. Ecco a seguire l’analisi della situazione che ci ha fornito.

Domenighetti: “Un problema di appropriatezza delle prestazioni rispetto ai bisogni effettivi dei pazienti”

I risultati del sondaggio di Comparis non sorprendono poiché da anni gli studi sulla variabilità delle prestazioni mediche hanno dimostrato come anche in Svizzera la probabilità di subire un intervento chirurgico, in particolare ortopedico, varia in funzione del cantone di residenza, del medico consultato e del tipo di assicurazione, complementare o di base, di cui dispone il paziente. I dati, che ho presentato l`anno scorso al congresso della Società svizzera di Medicina interna, mostrano  come in certi cantoni vi sia un sovra-utilizzo ed in altri probabilmente un sotto-utilizzo di interventi chirurgici. Quale sia il tasso operatorio “giusto” nessuno lo sa. 

Il problema sollevato dall`indagine di Comparis è quello dell`appropriatezza delle prestazioni mediche ai bisogni effettivi dei pazienti.

Una prestazione medico sanitaria è considerata appropriata “se i benefici da essa derivanti superano i rischi ad essa connessi con una probabilità tale da renderla preferibile alle possibili alternative”.  Secondo l`“Institute of Medicine” degli USA i  principali problemi di inappropriatezza clinica che necessitano di essere superati sono: il sovra utilizzo di prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche (overuse); il sottoutilizzo (underuse) e l`utilizzo scorretto o erroneo  (misuse).

Visto che la medicina non è una scienza esatta, considerato che il grado di aggiornamento professionale dei medici è forzatamente variabile e tenuto altresì conto della variabilità delle linee guida, il tema dell`appropriatezza delle prestazioni ai bisogni medico-sanitari dei pazienti rappresenta oggi la più importante sfida che la professione medica deve affrontare.

Altri fattori che possono influenzare l`appropriatezza clinica delle prestazioni sono: gli incentivi economici individuali ( in particolare la remunerazione a prestazione) e gli obiettivi aziendali che inducono alla sovra prescrizione; il tipo di assicurazione che il paziente ha stipulato; i conflitti di interesse e il comparaggio; la pratica della medicina difensiva.

Gli studi sull`inappropriatezza clinica e il sovra utilizzo di trattamenti mostrano come il fenomeno sia di ampie dimensioni: negli USA si valuta che l’ammontare delle prestazioni che non apportano nessun beneficio ai pazienti e di conseguenza rappresentano uno spreco di risorse corrisponda ad almeno il 30% della spesa sanitaria. L’OMS da parte sua stima che una percentuale della spesa sanitaria compresa tra il 20% e il 40% rappresenti uno spreco causato da un utilizzo inefficiente delle risorse.

Questo problema sembra non essere in Svizzera di grande interesse presso la professione medica. Infatti da una ricerca su Medline (banca dati che classifica tutti gli articoli scientifici pubblicati nel mondo dalle riviste di medicina) gli articoli concernenti la pratica medica pubblicati da medici svizzeri negli ultimi 10 anni erano in totale 77478. Di questi solo lo 0.018% erano focalizzati sull`appropriatezza clinica.

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