SALUTE E SANITÀ
Personale socio-sanitario e aggressioni: "Il Governo intervenga!"
I dati spiegano che il fenomeno esiste e che in Ticino i comportamenti sessualmente aggressivi sono più frequenti rispetto al resto del Paese. I sei presidenti dei Comitati del personale sociosanitario di VPOD chiede aiuto

BELLINZONA – Aggressioni da parte di pazienti al personale socio-sanitario? Ci sono delle statistiche che dicono che il fenomeno esiste.

Per esempio, “in uno studio dell’Università di Basilea del 2013 nelle case anziani in Svizzera si rileva che le più frequenti sono le aggressioni verbali (23.3% del personale sociosanitario ne è stato vittima), seguite da quelle fisiche (10.3%) e infine da quelle a sfondo sessuale (2.4%). Lo studio ha anche evidenziato che i comportamenti aggressivi non sono indirizzati solo al personale, ma anche ad altri residenti. Nella Svizzera di lingua italiana il comportamento sessualmente aggressivo verso il personale è più frequente (5.6% contro il 2.4% nella media di tutte le regioni linguistiche)”, scrivono in una mozione al Governo i sei presidenti dei Comitati del personale sociosanitario del Sindacato VPOD Ticino (operatori di ospedali EOC, cliniche, case anziani, servizi cure a domicilio, istituzioni sociali e Organizzazione socio psichiatrica cantonale OSC) e il presidente della Commissione del personale OSC.

Ancora: “uno studio del 2018 del Canton Vaud nelle case anziani e nei servizi di cura a domicilio conferma l’ampiezza del fenomeno. Inoltre risulta che in generale il fenomeno delle molestie sessuali sul posto di lavoro nel settore sociosanitario gode purtroppo di una certa tolleranza, in particolare in presenza di pazienti con problemi di demenza, la cui intenzionalità non è quindi chiaramente definita. Oltre ai normali sentimenti di vergogna, subentra insomma anche una certa comprensione nei confronti della persona malata, che può avere un ruolo nel limitare le segnalazioni. Per contrastare le molestie sessuali, tutti gli studi sottolineano la necessità di adottare misure di prevenzione da parte dei datori di lavoro, che devono predisporre delle procedure di segnalazione efficaci in modo da poter intervenire subito a tutela del personale sociosanitario con misure di gestione della problematica”.

E viene dunque chiesto al Consiglio di Stato di “commissionare uno studio sul fenomeno delle molestie sessuali ed aggressioni (verbali e fisiche) subite dal personale sociosanitario in Ticino da parte dei pazienti/utenti, sia in ambito pubblico, sia in ambito sussidiato, sia in ambito privato; lo studio dovrà anche sviluppare delle proposte di soluzione per prevenire ed affrontare meglio i problemi”.

Perché l’impressione è che “la situazione in Ticino sia molto problematica, che i risultati ottenuti sinora per contrastare il fenomeno siano tutto sommati insufficienti e che non vi sia abbastanza coinvolgimento dei rappresentanti del personale presenti nelle realtà sociosanitarie. Di qui la richiesta dei sette esponenti sindacali che il Governo faccia lo studio cantonale per delineare i contorni del problema nei vari settori sociosanitari ticinesi e per adottare misure specifiche”.

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