Forse tocca dirci una verità. Vent'anni di globalizzazione hanno inciso a tal punto nella nostra società da modificarne l'essenza. La nostra economia, il lavoro, il welfare, la tecnologia, il tempo, le relazioni sociali, la salute, la qualità di vita, sono stati completamente rimodellati dallo scalpello di un capitalismo liberista e finanziario, la cui mano avida e cinica ha disgregato comunità e coscienze ridisegnando confini: riserve di ricchi (sempre meno e più ricchi) accanto a una prateria di persone sempre più impoverite, quando non povere. E tutti siamo diventanti più egoisti e più individualisti. L'essere umano, si sa, si adatta al contesto in cui vive e nel momento del bisogno scatena l'istinto di sopravvivenza. Mors tua, vita mea.