C'è chi poi racconta che il modo migliore per reagire a un attentato è quello di proseguire la propria vita come se nulla fosse. Sarà: ma qui il tema non è la vita del singolo ma una partita di calcio, per di più "da dentro o fuori", cioè un impegno agonistico che richiede un'energia psicofisica che il Dortmund, semplicemente, non poteva mettere in campo. "Ho dormito poco, come tanti altri. Ho cercato di distrarmi, ma non è facile", ha confermato il centrocampista Julian Weigl. Aggiungiamo: quante persone direttamente coinvolte in un attentato il giorno dopo si recherebbero al lavoro? Dai su…