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Analisi
22.11.2017 - 15:210

Argo 1. Il Parlamento chiede al Governo di dimezzare Beltraminelli dalla guida del DSS. E ora i ministri che faranno? Confermeranno ancora una volta la fiducia al collega o seguiranno l'indicazione dei partiti? Il rapporto Bertoli può essere la pezza per

L'ANALISI - I capigruppo Alex Farinelli e Daniele Caverzasio, con parole che non possono essere fraintese, oggi hanno appoggiato il dimezzamento del Consigliere di Stato PPD. Sulla stessa posizione si sono schierate le altre frazioni: Verdi , La Destra e socialisti, che per primi avevano avanzato tale proposta. Insomma, come si sarebbe detto una volta, tutto l’arco costituzionale, da destra a sinistra, invita il Governo ad agire in tal senso....

di Andrea Leoni

 

Tutto il Gran Consiglio - PPD a parte, of course - chiede che il ministro Paolo Beltraminelli venga dimezzato. Cioè che il Governo gli tolga la responsabilità di guidare la Divisione dell’azione sociale: la branca del DSS al centro dello scandalo Argo 1.

 

È un elemento nuovo e pesante sullo scacchiere politico e sulla tormentata vicenda. Mai fino ad oggi, infatti, Lega e PLR si erano spinti tanto in là (anzi erano stati piuttosto tiepidi sull'ipotesi...). Solo il PS, il 2 di ottobre, aveva prospettato tale misura. I socialisti, come sulla Commissione parlamentare d’inchiesta, l’hanno detto prima di tutti e poi sono stati seguiti dagli altri gruppi politici.

 

Stamane, infatti, dalle colonne della Regione, i capigruppo Alex Farinelli e Daniele Caverzasio, con parole che non possono essere fraintese, hanno appoggiato il dimezzamento del Consigliere di Stato PPD. Sulla stessa posizione si sono schierate le altre due frazioni presenti in Gran Consiglio: Verdi e La Destra. Insomma, come si sarebbe detto una volta, tutto l’arco costituzionale, da destra a sinistra, invita il Governo ad agire in tal senso.

 

Va subito chiarito che si tratta di una misura politicamente estrema, anche per quanto attiene i rapporti personali: umanamente non è semplice sfiduciare un collega. Nel recente passato tale misura fu adottata nei confronti di Marina Masoni durante il Fiscogate: all’allora ministra delle finanze venne tolta la responsabilità politica della Divisione delle Contribuzioni. Anche Patrizia Pesenti subì un’analoga punizione perché si rifiutò di assecondare la politica dei tagli. Ma nei confronti della ministra socialista il provvedimento durò lo spazio di un amen, e il Governo fece rapidamente retromarcia, e con la code fra le gambe, sotto i fischi delle urne e della piazza.

 

Ciò premesso: il Consiglio di Stato fino a che punto può ignorare questa indicazione chiara che arriva dal Parlamento? Formalmente ha la piena legittimità di non tenerne conto, ma politicamente può permetterselo? Finora il Collegio è rimasto compatto nel confermare la fiducia a Paolo Beltraminelli. Anche a costo di farsi impallinare davanti al Paese dai deputati, nell’ormai celebre “processo” andato in scena durante l’ultima sessione di Gran Consiglio. Ma gli altri quattro ministri sono eventualmente disposti a concedere il bis?  

 

L’Esecutivo, ad oggi, è sembrato procedere a ruota in tutta questa vicenda: sempre subendola e quasi mai dando la sensazione di averla in pugno, di governarla. Perché?


Le motivazioni possibili sono tre. La prima: la ferrea convinzione che il passo è sempre stato fatto secondo la gamba rispetto agli elementi accertati, sicché la fiducia in Beltraminelli è fondata e verificata. La seconda: la vicenda Argo 1 ha degli addentellati anche in altri due Dipartimenti, DI e DFE, e quindi c’è tra i ministri, per dirla con eleganza, una naturale vocazione al sostegno reciproco. La terza: politicamente è più conveniente cucinare a fuoco lento il PPD e il suo ministro, senza correre il rischio di creare un martire.


La sensazione, tuttavia - ma è solo una sensazione - è che all’Esecutivo occorra un pezzo di carta esterno al Palazzo per giustificare la mossa (esattamente come avvenne con il Fiscogate). Dal Ministero Pubblico non è arrivato nulla, se non la conferma che non sono stati trovati elementi penali a carico dei funzionari del DSS. Quindi non resta che il rapporto del perito indipendente Marco Bertoli, incaricato dai ministri di svolgere l’inchiesta amministrativa. Se da quei fogli venisse certificata una situazione caotica all’interno della Divisione, allora ecco che il Governo avrebbe la pezza giustificativa per agire. La copertura politica i partiti gliel’hanno già data.

 

Da quel che filtra, stando alla RSI, la prima bozza del rapporto Bertoli avrebbe riscontrato attività poco chiare – anche di una certa gravità - all’interno di quegli uffici del DSS. Tanto che il Governo si è riunito sia venerdì che lunedì (e ciò è inusuale) e sarebbe propenso ad allargare il campo dell’inchiesta all’interno del Dipartimento.

 

Certo è che l’eventuale dimezzamento di Paolo Beltraminelli - a meno che non sia lui spontanemaente ad automotilarsi, forse - rappresenterebbe il punto definitivo alla sua esperienza come Consigliere di Stato e un’ipoteca pesantissima sulle spalle del PPD in vista delle prossime elezioni. A quel punto non ci sarebbe più spazio e più tempo per rinviare le scelte.

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