SECONDO ME: "Dopo la rinuncia al maxischermo in Piazzale alla Valle e il niet alle aperture prolungate degli esercizi pubblici per i mondiali, il Municipio sembra intenzionato ad accantonare la tappa di Estival"

di Andrea Stephani *
Mendrisio sempre più simile a Bellinzona. Nonostante i continui sforzi dell'Associazione Commercianti e Artigiani, il Magnifico Borgo ed in particolare il suo nucleo storico hanno iniziato una tanto allarmante quanto silenziosa metamorfosi. Da paesotto animato ed allegro a deserta ghost town, di quelle che si vedono nei western di Sergio Leone, con le palle di sterpi che rotolano portate dal vento lungo la strada maestra.
Dopo l'iniziale rinuncia al maxischermo in Piazzale alla Valle ed il niet alle aperture prolungate degli esercizi pubblici in concomitanza con le partite serali dei mondiali di calcio, il Municipio di Mendrisio sembra intenzionato ad accantonare anche la tappa momò di Estival Jazz. La motivazione? Sempre la stessa: le casse piangono. No tengo dinero, come cantavano i Righeira.
In questi ultimi mesi ci siamo abituati al mantra dei conti in rosso, sistematicamente rispolverato ogni qualvolta l'Esecutivo non è interessato ad un progetto o ad una manifestazione.
Poi, che le iniziative a cui il Municipio decide sbrigativamente di rinunciare siano apprezzate dalla popolazione (vedi, ad esempio, la folla di gente accorsa in Piazza del Ponte in occasione di Svizzera - Argentina) o ben più frequentate delle scialbe proposte culturali a cui ci hanno abituato, poco importa.
Da alcuni anni, fatta eccezione per la Sagra dell'Uva (ma ancora per quanto?), calma piatta e silenzio di tomba sembrano gli unici ingredienti dell'(im)movida mendrisiense.
Ne sanno qualcosa alcuni ritrovi storici come il Selvetta e l'Otello o come La Colonia, riuscitissima esperienza di autogestione soffocata dall'allora municipale Cortesi per far posto all'insipido e disertato Centro giovani. A questo proposito, in tempi di vacche magre, non bisognerebbe chiudere i rubinetti degli aiuti pubblici anche e soprattutto a quelle strutture che manifestamente non funzionano e non suscitano l'interesse di nessuno? Ogni riferimento al Centro giovani e all'Ufficio di promovimento economico non è affatto casuale. In pratica, con una mano il Municipio spende e spande in progetti sui quali bisognerebbe invece fermarsi a riflettere (uno su tutti: la Filanda) e con l'altra alza il moltiplicatore e decreta la morte silenziosa di ogni attività ricreativa volta ad animare le spettrali serate tra Corso Bello e via Pontico Virunio.
Per fortuna, a fronte di un Esecutivo poco sensibile nei confronti delle esigenze della popolazione, troviamo un'Associazione Commercianti e Artigiani della Città di Mendrisio instancabile e per nulla rassegnata alla lenta agonia del borgo: il Baüll Vèrt, Mendrisio in Arte, il Chilometro della Birra, il Mercato del sabato, la Festa della Musica e, prossimamente, anche una sfilata di moda a Villa Argentina. Senza godere di alcun canale privilegiato e sudandosi ogni permesso, artigiani e commercianti si sono rimboccati le maniche e si stanno dannando l'anima affinché Mendrisio non diventi Spoon River. In silenzio.
* capogruppo Verdi in Consiglio comunale