SECONDO ME
Giovanni Poloni: "Ecco perchè dico no all'aumento dell'imposta di circolazione. E Infovel non va usato come fabbrica di voti o distributore di mandati"
SECONDO ME - "Ho paura che qualche conflitto d’interessi sia presente ma qualcuno sta cercando di minimizzare nascondendosi dietro al cortina di fumo dell’ecologismo"

di Giovanni Poloni *

Innanzitutto un plauso ai GLRT (dei quali per due anni ne sono stato Presidente) che ancora una volta fanno parlare di temi che toccano la nostra quotidianità e che –qualsiasi risultato daranno le urne- conferma una crescita qualitativa del movimento. La campagna per il referendum di giugno per il NO all’aumento dell’imposta di circolazione è entrata nel vivo, grazie alla disinformazione creata ad arte da Governo e lobby del settore. Perché dunque votare no contrariamente all’opinione di 4 Sindaci, di cui ben 3 membri di comitato di INFOVEL? Perché i cittadini sono già tartassati di aumenti: aumento dell’elettricità, aumento della cassa malati, aumento dei biglietti dei mezzi pubblici ecc.

Sentire nelle motivazioni dei favorevoli che stiamo parlando “di un aumento di soli CHF 7 a cittadino”, oltre ad essere parzialmente vero, è un insulto alle promesse fatte da tutti i partiti di governo (tranne la sinistra): riduzione del carico fiscale e diminuzione dei costi dello stato. Con il messaggio degli “Ecoincentivi” si vuole creare un nuovo sussidio a fondo perso per finanziare l’acquisto di auto ecologiche a tutti, indipendentemente dal reddito! Le grandi aziende, già sussidiate indirettamente con piani della mobilità finanziati dai cittadini, nuove stazioni (Stabio e Mendrisio San Martino superano i CHF 10 mio di investimento!) non hanno bisogno di navette elettriche da 8 posti per portare i loro clienti. Forse hanno bisogno dei sussidi chi vende navette e colonnine di ricarica? No se la tecnologia è vincente!

Partendo dal fatto che sono d’accordo ad una politica energetica sostenibile (i miei spostamenti casa-lavoro avvengono rigorosamente con i mezzi pubblici sebbene ben lontani dall’essere efficienti e malgrado la mia passione per la guida), sono totalmente contrario a creare ulteriori costi ai cittadini e allo stato per distribuire soldi ad innaffiatoio. Non da ultimo, ed è nascosto sia dal Governo che dai fautori dell’aumento delle imposte, attualmente i Ticinesi pagano già il 30% in media in più di imposte di circolazione con una copertura dei costi vicina al 108%! Una follia! E lo Stato ha già ben CHF 5 milioni accumulati da eccedenze pagate dagli automobilisti: usiamo questi soldi prima di chiederne altri! Le imposte andrebbero dunque ridotte del 20-30% per raggiungere il livello dei cugini grigionesi. Per non parlare di Appenzello o Uri. E questi Cantoni, cari membri del Comitato favorevole, NON hanno sicuramente perso sussidi federali in materia di mobilità sostenibile! Non usate i ricatti, perché con la vignetta sappiamo bene come è andata a finire… Anzi questi Cantoni, sono avanti di qualche anno. 

Altro punto che mi spinge a votare no? La gestione di risorse pubbliche che passa attraverso un’associazione, rappresentata da INFOVEL: ma come vengono usati i fondi? Come viene occupato il personale (che nei primi anni ha dimostrato grande dinamismo promuovendo dei progetti pionieristici)? Quali mandati sono stati attribuiti e con che risultati? Chi sta finanziando la campagna per il Si e il lavoro dei collaboratori di INFOVEL, noi contribuenti? Quali marche di colonnine sono state scelte dai Comuni e a quali imprese sono andati sussidi e appalti? Dato che sono soldi pubblici va fatta la massima chiarezza: ciò che nel prospetto stampato dal Consiglio di Stato è totalmente assente.

Ho paura che qualche conflitto d’interessi sia presente ma qualcuno sta cercando di minimizzare nascondendosi dietro al cortina di fumo dell’ecologismo. Domande che i nostri deputati GLRT sicuramente porranno al Governo. INFOVEL è uno strumento utilissimo ma va riformato alle esigenze dei nostri cittadini non usato quale fabbrica di voti o distributore di mandati. Ricordiamoci inoltre che il nostro mercato è troppo piccolo per influenzare l’industria automobilistica, drogandola con sussidi. Da notare che i privati, i concessionari, oggi offrono vetture ibride comprese di colonnine di ricarica, rendendo obsoleti alcuni progetti finanziati dallo stato. Sul Monte Ceneri è sorta la prima stazione di ricarica rapida privata del Ticino. La sfida non è un auto elettrica in più ma un auto in meno sulla strada durante la settimana. Evitando di tartassare ancora noi ticinesi-automobilisti.

* ex Presidente GLRT

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