SECONDO ME
Bizzarro: “Non sono gli ecoincentivi a esser messi in discussione, ma l’ennesimo affondo nelle tasche dei cittadini”
Il vicepresidente dei giovani liberali: “Una delle molte imprecisioni dei favorevoli, come la temporaneità e l’utilizzo dell’aumento della tassa di circolazione. E intanto si fa credere al cittadino che stia votando su un tema che in votazione non è"

di Matthias Bizzarro*

Leggo l’opuscolo informativo del Consiglio di Stato per la votazione del 14 giugno 2015. A prescindere dal tendenzioso disegno d’automobile con fiorellino e spina elettrica (come a dire: votiamo per qualcosa di buono e giusto) che (fatto nuovo ed inaudito), oltre alle prime due pagine ed alla fine degli argomenti per il sì è stata persino inserita sulla pagina degli argomenti del no, noto subito che il titolo della votazione è indicato come “Ecoincentivi”: titolo piuttosto bislacco. Sì, perché il tema della votazione con gli ecoincentivi c’entra solo di transenna. In realtà i cittadini sono chiamati a votare solo su un nuovo articolo della Legge sulle imposte e tasse di circolazione, che permetterà al Consiglio di Stato di praticare un aumento d’imposta che va dal 1 al 5%. Gli ecoincentivi, invece, sono stati approvati a dicembre dal Parlamento, e non sono stati oggetto di referendum. Come se la confusione generata dal titolo non fosse abbastanza, l’opuscolo presenta poi delle imprecisioni e mezze verità abbastanza imbarazzanti.

Anzitutto, e correlata al titolo fuorviante è l’indicazione secondo cui gli ecoincentivi cadrebbero se non venisse accolto l’aumento della tassa di circolazione. Si tratta a ben vedere di un ricatto del Governo. Infatti, il decreto legislativo sugli ecoincentivi non è condizionato all’aumento dell’imposta di circolazione e, anzi demanda al Consiglio di Stato di fissarne il finanziamento. Se il Governo credesse veramente a questi ecoincentivi, potrebbe e dovrebbe implementarli facendo capo alle risorse che già ci sono (tra cui 5 milioni già pagati di troppo da parte degli automobilisti). Invece, quasi a mo’ di minaccia, si cerca di legare a doppio filo l’affondo nelle tasche dei cittadini con i provvedimenti a favore della mobilità sostenibile. Questo modo di agire, oltre che non in linea con il decreto legislativo, è anche fuorviante, perché si fa credere al cittadino che stia votando su un tema (ecoincentivi) che non è in votazione.

Altra mezza verità è che l’aumento sarebbe destinato a finanziare i provvedimenti a favore della mobilità sostenibile. Ebbene, il testo della modifica legislativa è chiaro e non vincola in nessun modo il Governo: “Le entrate (…) possono essere destinate (…) al finanziamento dei provvedimenti a favore della mobilità sostenibile”. Il Governo, in altre parole, è libero di applicare un supplemento del 5% ed impiegarlo come meglio crede, in quanto la modifica legislativa non impone alcun vincolo.

Ulteriore imprecisione è quella secondo cui il supplemento sarebbe temporaneo. Ora, a prescindere dal fatto che nessuna imposta (nuova o aumentata) è mai stata temporanea (si pensi ad esempio che IVA e imposta federale dirette sono parimenti “temporanee”), il fatto puro e semplice è che la modifica legislativa non contiene alcun limite temporale. Non solo, quindi, il Governo non ha un limite per quanto attiene all’impiego del supplemento, come visto sopra, ma nemmeno in termini di tempo. Il Governo, in altre parole, è libero di aumentare le imposte di circolazione del 5% a tempo indeterminato.

Diciamo quindi no ad un ulteriore aumento dell’imposta di circolazione più cara della Svizzera, consapevoli del fatto che questo aumento c’entra poco o nulla con gli ecoincentivi.

*avvocato, Vicepresidente GLRT, membro del comitato ‘NO all’ennesimo aumento dell’imposta di circolazione’

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