SECONDO ME
Ecoincentivi, faccia a faccia sul filo di lana tra Merlini e Tiné. “Proposta a impatto zero!” “Un sì significa sostenere l’impegno a ridurre le emissioni”
Il presidente di EcoVelClub Ticino si concentra sulle auto elettriche e l’impatto che la misura avrà sulla rete di ricarica, mentre il consigliere nazionale PLR allarga lo sguardo e mette in dubbio l’efficacia concreta del progetto

LUGANO – Così come per gli altri argomenti in votazione, anche la campagna per il referendum contro l’aumento della tassa di circolazione è giunta ormai al fotofinish. A due giorni dal verdetto delle urne si rinnovano quindi gli ultimi appelli al voto dell’una e dell’altra parte. In una sorta di faccia a faccia a distanza, proponiamo, a seguire, quelli di Stefano Tiné, presidente di EcoVelClub Ticino, e di Giovanni Merlini, consigliere nazionale PLR, voce, rispettivamente, degli argomenti di favorevoli e contrari al progetto approvato da Governo e Gran Consiglio e messo in votazione dal referendum promosso dai giovani liberali e UDC.

Stefano Tiné: “I veicoli con spina sono già una realtà! E alla rete di ricarica chi ci pensa?”

Indipendentemente dall’esito della votazione di domenica, le case automobilistiche, per via delle norme imposte sul CO2, sono sempre più orientate nella vendita di veicoli plug-in (ossia ricaricabili con la spina). Gli oppositori al voto dicono per giunta che “si venderanno anche senza intervento dello Stato!”. Se così fosse davvero, e se la votazione sugli ecoincentivi non dovesse passare, per i virtuosi - privati o aziende - che faranno una scelta rispettosa dell’ambiente accollandosi l’intero maggior costo per un veicolo super efficiente, non ci sarà neanche la ricompensa in termini di servizio di ricarica pubblica!

Bisogna rendersi conto che questo tipo di veicoli necessita di un’infrastruttura moderna di ricarica che deve essere pubblica, accessibile 24/7, con i diversi connettori multimarca e ad un costo ragionevole. Il Ticino, grazie ai progetti pioneristici del VEL, ha la fortuna di poter disporre di questa rete; tuttavia, con le novità arrivate sul mercato, per poter servire tutti gli attuali e futuri utenti deve assolutamente essere ampliata e rimodernata.

Da sottolineare che queste infrastrutture al momento non sono lucrative, di conseguenza se non se ne occupano apparati statali o parastatali; nessun privato avrà interesse ad investire in questo settore! Il progetto in votazione, tra le altre cose, prevede anche una parte di credito per l’ammodernamento delle ricariche e, non da ultimo, per l’implementazione di nuove stazioni distributrici di gas naturale, un altro importante carburante “pulito” da sostenere. 

I promotori del referendum hanno fatto notare che il Presidente Cattaneo ha promosso, in collaborazione con una nota casa produttrice di auto elettriche, la creazione di un punto di ricarica rapida alla stazione di servizio sul Monte Ceneri.  Peccato che questi Super-charger siano compatibili unicamente con questa marca di veicoli elettrici di super lusso e nessun’altra può accedervi ne usufruirne. Al contrario di tutti gli altri siti in Svizzera che ospitano dei Super-charger, il sito di ricarica del Monte Ceneri non mette a disposizione una sola stazione di ricarica rapida EVite - ossia lo standard universale, promosso per esempio dal TCS, con il quale si possono caricare rapidamente e indistintamente tutti i modelli di auto elettriche e plug-in (dotate di carica rapida) disponibili sul mercato.

Domenica, votare SI agli ECOINCENTIVI, come raccomandano il Governo ticinese, il nostro Club e oltre 70 personalità che hanno aderito al comitato TicinoVivibile, permetterà - tra le altre misure - di installare sistemi di ricarica universali e aperti a tutti i modelli e le tecnologie, e non destinate esclusivamente ai pochi privilegiati che si possono permettere una "Ferrari elettrica"! Sostenere gli ECOINCENTIVI significa anzitutto sostenere l'impegno, che è anche un privilegio, di poter contribuire a ridurre le emissioni di CO2.

Giovanni Merlini: “Gli ecoincentivi e la bussola della ragionevolezza, che non c’è”

La paralisi che troppo spesso colpisce la mobilità ticinese, specialmente a sud del Monte Ceneri, è sotto gli occhi di tutti. È un fenomeno preoccupante giacché compromette non solo la libertà di spostarsi in tempi ragionevoli, ma pure la qualità dell’aria.

Ogni attore in gioco deve fare la sua parte. Il cittadino è chiamato a impegnarsi individualmente, optando, ad esempio, per la condivisione del veicolo (car pooling) o l’utilizzo dei mezzi pubblici. Dalle aziende ci si attende il massimo sforzo possibile per ottimizzare gli spostamenti dei propri collaboratori. L’ente pubblico deve invece predisporre le condizioni quadro affinché si possano concretizzare tutte le misure che permettano di contrastare la saturazione delle strade e di tutelare l’ambiente, migliorando di riflesso la qualità di vita di ciascuno di noi.

Lo Stato, così come qualsiasi famiglia e impresa, deve adottare - anche nell’ambito della mobilità – decisioni mirate e quindi ragionevoli. Non basta una generica etichetta “green” per sancire la bontà di un investimento. Sarebbe troppo facile. Anche la promozione della mobilità ecologica deve rispettare i presupposti dell’efficacia e dell’efficienza. Altrimenti si disperderebbero importanti risorse finanziarie, investendo in settori secondari e di nicchia, quando invece gli assi d’intervento più importanti e incisivi sono altri: la mobilità aziendale e il trasporto pubblico.

Il referendum promosso dai Giovani Liberali Radicali e dal movimento giovanile UDC, in votazione popolare domenica prossima, ha il pregio di aver rimesso in discussione la logica degli incentivi proposti dal Consiglio di Stato e approvati da Gran Consiglio e Governo e il loro impatto effettivo sulla qualità dell’aria. In realtà il loro unico effetto certo e percettibile è l’aumento - definito “temporaneo” per motivi cosmetici - delle tasse di circolazione, da anni già fra le più salate in Svizzera. Infatti, il passato ha mostrato come gli incentivi all’acquisto di automobili elettriche con sussidi pubblici a pioggia (anche per gli acquirenti facoltosi) non offrono alcun contributo degno di nota alla riduzione delle emissioni nocive nel nostro Cantone (0,3% !). Oltretutto va rammentato che le tasse di circolazione prevedono già oggi consistenti malus per chi detiene veicoli di grossa cilindrata e inquinanti. Tant’è che il mercato automobilistico si è da tempo adeguato, proponendo modelli a benzina o diesel sempre più efficienti e veicoli a bassissimo consumo e molto pratici, come le auto ibride. In pochi anni questa tendenza ha condotto da sola ad apprezzabili progressi in termini di riduzione delle emissioni.

Mi sarei atteso dal governo ticinese una proposta più lungimirante, con l’allocazione di un credito di 16 milioni ad un vero disegno di mobilità aziendale (sostenuto timidamente nel messaggio con soli 2 sparuti milioni) e di trasporto pubblico all’avanguardia. Non mancano i buoni esempi oltralpe, dove i problemi di traffico e d’inquinamento non sono di certo stati affrontati con la pseudosoluzione delle automobili elettriche (il cui ciclo produttivo, tra l’altro, è tutt’altro che ecologico). Non può di certo valere il ragionamento “meglio lo 0,5 % di immissioni in meno che lo 0,0” laddove sono in gioco così tanti milioni dei contribuenti.

Quando i campanelli di allarme suonano nel campo dell’ambiente e della mobilità, ma vale anche per altri ambiti come la sicurezza, il mercato del lavoro o la formazione, servono strategie orientate alla sostenibilità e ad un ragionevole rapporto tra costi e benefici. La bussola dell’efficacia e dell’efficienza va sempre osservata, evitando di erodere ulteriormente il potere d’acquisto di chi è chiamato a fornire le risorse finanziarie. Questa votazione consente ai noi cittadini di riorientare la spesa di ca. 11 milioni di franchi a carico dei contribuenti (oltre ai 5 mio già a disposizione) scommessi su una misura ambientale più che opinabile e ben poco incisiva per il miglioramento della qualità dell’aria e per la riduzione della sollecitazione delle nostre infrastrutture stradali. 

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

A San Bernardino apre Piazzetta Brocco, il nuovo salotto nel cuore del villaggio

14 LUGLIO 2026
LETTURE

Tra amore, memoria e inquietudine: le novità di Dadò editore per l’estate

14 LUGLIO 2026
BANCASTATO

BancaStato pubblica il Rapporto di sostenibilità 2025: primi obiettivi per ridurre le emissioni

10 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno Film Festival, ecco i film in programma

09 LUGLIO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

“Solitudini”, a Lugano una giornata di riflessione tra medicina, psichiatria e letteratura

09 LUGLIO 2026
LETTURE

Luca Villoresi torna in libreria con “Il buio di cristallo”

07 LUGLIO 2026
LiberaTV+

LISCIO E MACCHIATO

Piccaluga: "Su Zali panna montata. E con l'UDC indietro non si torna"

26 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026